La
Chiesa di S. Antonio e gli aversani: un binomio inscindibile per
secoli. Non si può comprendere bene la presenza religiosa
dei frati francescani e la loro
operosità pastorale e il loro servizio sociale a favore di
ogni persona se la si disgiunge dal popolo. Questa Chiesa, sorta
quasi al centro della città, divenne nel corso degli anni,
un cuore palpitante di vita spirituale e di impegno culturale illuminando
menti e alimentando nel cuore di tutti la verità della fede.
Nel 1866 i frati minori conventuali a seguito delle soppressioni
garibaldine furono allontanati dal loro convento che, anno dopo
anno, apparve destinato all’abbandono e al deterioramento
definitivo delle sue strutture. Per un secolo e più c’è
stata nei confratelli di ieri una "nostalgia » forte
per l’antica dimora e un amaro sentimento per le difficoltà
del ritorno". Ma i figli di Francesco non hanno mai desistito,
desiderosi sempre di vivere in "quelle celle" e di legare
la loro consacrazione religiosa, nel monastero di S. Antonio, alla
memoria del passato. Ed è stata questa "memoria"
più viva delle pietre, più forte dei decreti, più
fresca che mai, a dare impulso e tenacia ai tentativi per il recupero.
Questa memoria del passato non ha mai cancellato gli eroismi degli
eminenti confratelli vissuti in quel convento ed ora beatificati
e canonizzati dalla chiesa come il Beato Bonaventura,
il Beato Lucci, San Francesco Antonio Fasani.
Ma andiamo con ordine ad illustrare tutto il complesso di Sant'Antono
al Seggio partendo proprio dalle...
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| Vicende
storiche della Chiesa |
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-Intorno
al 1230 è attestata l’esistenza di questa
chiesa; in un primo luogo dedicata a Sant' Antonio Abate,
poi, dopo la canonizzazione di "fra Antonio di Padova",
avvenuta nel 1232, fu intitolata al santo francescano.
Il famoso Cartario di S. Biagio al n. 64, citato anche da Alfonso
Gallo nel Codice Normanno 6, riporta la chiesa di S. Antonio:
parlando di una permuta del 1231 nomina la «ecclesie Sancti
Antonii » verso cui si deve offrire ogni anno un censo di una
libbra di cera. Con l’arrivo dei Frati Minori, nel XIII secolo,
viene edificata l’attuale grande chiesa, uno dei primi esempi
di architettura gotica in Campania e testimonianza del grande livello
culturale di Aversa medievale. Fin dalla metà
del sec. XIV il convento fu sede di un importante studio minoritico,
e fu più volte scelto come sede di Capitolo provinciali.Tra
i religiosi aversani celebri ricordiamo il P.M. Antonio Aversani,
Ministro Generale (1683-1689), il p.Tommaso d'Aversa e il p. Tommaso
Ferraioli, eletti Ministri Provinciali nei Capitoli del 1679 il primo
e del 1784 il secondo e il P.M. Antonio Fabozzi affiliato al Convento
di Aversa, Procuratore Generale dell'Ordine (1689-1695). |
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La
chiesa gotica, a motivo dei frequenti terremoti avvenuti nella regione,
è rimaneggiata continuamente: nel ‘500, e all’inizio
del ‘600; nel 1694, dopo i danni del grande
terremoto che rovinò tutte le chiese della città; grazie
all’opera del Ministro Generale P. Antonio Aversani, fu restaurato
il Convento e la chiesa fu completamente modificata riducendola nello
stato in cui la vediamo, eliminando ogni traccia di struttura gotica
e adattandola alle forme barocche del tempo. Nel 1702
furono murate le finestre gotiche della navata e l’arco trionfale
del Coro fu abbassato e reso a tutto sesto, la grande trifora dell’abside
fu occlusa e al suo posto collocato l’organo e cantoria barocca.
Fino al 1980 rimane invariato l’aspetto architettonico
del sacro edificio. |
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| Interno.. |
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Statua
del Santo |
| Dopo
la soppressione degli ordini religiosi del 1810 e
1866 la chiesa del Seggio venne officiata da un sacerdote
secolare.Nel 1928 Mons. Settimio Caracciolo
offrì ai frati Minori Conventuali l’opportunità
di tornare in Aversa, mettendo a disposizione della loro comunità
la chiesetta di S. Girolamo già delle povere
Figlie di Santa Chiara. (clarisse) fino al 1913
e abitata poi dagli Osservanti della Provincia di S. Girolamo
della Marca. Dal 1928 in poi la presenza operosa dei frati
si è distinta per l’impegno sociale: nel corso della
guerra con spirito intraprendente e con volontà evangelica
p. Pasquale Iovino creò la casa per gli scugnizzi di
San Francesco, poi trasformata in Collegio per i
Beniamini del Santo d’Assisi dai P. D’Antuono
e Tripaldi. Nel 1949 il vescovo Antonio Teutonico
vi trasferiva la sede della vecchia parrocchia S. Andrea Apostolo,
col rettore-parroco il canonico Loreto Liguori, il quale ne curò
i restauri post-bellici ed innalzò un grande trono marmoreo
in onore del Santo, collocato sopra il maestoso Altare maggiore. Nel
1982 il nuovo vescovo Giovanni Gazza
affida la chiesa all’Ordine dei Frati Conventuali
della Provincia Napoletana, antichi possessori della chiesa e convento.
Il primo rettore, Padre. Antonio D’Apice, religioso di grande
fede e di vita apostolica, con la sua bravura riesce a far restaurare
interamente la chiesa danneggiata dal terremoto del 23 novembre
1980 e inizia l’opera di risanamento e recupero del
vecchio convento, ridotto in stato pietoso. Da quell'anno si sono
succeduti i tentativi messi in opera dai Padri provinciali del tempo
(Palatucci, Bonaventura Manzi, Antonio D’Apice) per riottenere
dal Comune di Aversa l’antico convento, ma solamente grazie
allo zelo di Mons. Giovanni Gazza e di Mons.
Nicola Comparone, con l’aiuto di notabili e dell'allora
sindaco della città. i frati Minori Conventuali hanno potuto
riavere parte del convento di S.Antonio, e finalmente nel 1992
i religiosi lasciarono il Convento e la Chiesa di S. Girolamo per
far ritorno nell'antico complesso di Sant' Antonio al Seggio,
mentre la Chiesa era già stata consegnata alla Provincia, dopo
radicali restauri, dal settembre 1986. Centoventisei
anni d’assenza, dicono gli storici, ma si può dire che,
nel corso di questi anni, seppure è andato rovinato il convento,
mai si è spento nei cuori dei figli del Poverello il desiderio
di ridare all’antico e glorioso convento la gioia della fraternità
conventuale, l’entusiasmo evangelico, dell’essere, per
gli altri, la contentezza di potere continuare il racconto di San
Francesco là dove altri furono costretti ad interromperlo.
Il Messaggio di San Francesco rimane ancora attuale come l'impegno
per la comunità dei francescani di Aversa perché nella
città e nei cuori di tutti siano vivi la pace e il bene e si
riaffermi la cultura della fedeltà e del rispetto: a Dio, all’uomo
e alle cose create.
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