IL
MIO SUD Tra un paio di mesi saranno giusto
due lustri che il freddo Piemonte mi ha adottata. Da quando,
per amore, lasciai la mia terra natia, in quel di Aversa,
e qui mi trasferii. Ora, infatti, vivo ad Ivrea, verde cittadina
immersa nel Canavese, in provincia di Torino. La città
che ha dato i natali, nel lontano 1868, a Camillo Olivetti.
Una città, quindi, che ha visto un ampio sviluppo tecnologico
e toccato l’apice della produttività negli anni
‘70, per vivere poi quella che da locale sarebbe diventata
una crisi economica nazionale, e oggi, addirittura mondiale.
Ma al di là del punto di vista economico-politico che
ormai accomuna l’Italia tutta (da nord a sud), è
nella vita quotidiana e nei suoi molteplici aspetti che la
differenza tra settentrione e meridione è abissale.
E quello che più “spaventa” è che
col passare del tempo ti abitui così tanto a questo
modo di essere che a certe differenze neanche più ci
fai caso. Questo almeno fino a quando poi non fai un saltino
dalle tue parti (magari per le feste…) e ti ritrovi,
tutto ad un tratto, catapultato in un altra realtà,
realtà che fino a pochi anni prima è stata la
tua realtà…). Da dove comincio??!! Potrei iniziare
a parlarvi delle strade…
Quando ho visto per la prima volta Ivrea quello che più
mi ha colpita delle strade cittadine è stata la segnaletica!
Sì, la segnaletica. Avete presente i disegni contenuti
nei manuali delle scuole guida, quelli per intenderci, dove
le strisce pedonali sono tutte perfettamente rettangolari
e di un bianco candido come appena stese? O il disegno della
cosiddetta “isola di traffico” su cui son piantati
fiori multicolori e dove il segnale dell’obbligo di
svolta a destra è perfettamente piazzato in corrispondenza
del lampeggiante serale (mai non funzionante, né tantomeno
colpito da qualche proiettile vagante…)?? O il semaforo
dove (udite, udite….) tutti si fermano al rosso, mentre
chi ha il verde passa (!!!!), a meno che non si fermi anch’egli
alla vista di un pedone che deve attraversare da una pista
ciclabile ad un’altra??? Ecco, se siete dei neo patentati
o avete un’ottima memoria, sappiate che quelle strade
che avete osservato sui manuali della scuola guida sono le
strade del nord! Spazzatura? Caliamo un velo pietoso…
Le strade sono talmente curate che addirittura settimanalmente,
oltre ad essere pulite, vengono lavate!!! Giuro! Ogni lunedi
bisogna lasciarle sgombre perchè passa un camioncino
che, grazie a delle spazzole laterali, lava (con vera acqua…)
le strade agli angoli del marciapiede. Inoltre, gli addetti
ai lavori svuotano quotidianamente i cestini (piazzati in
ogni angolo) dove delle persone normali (non eccezionali!)
gettano fazzolettini, lattine o involucri dei gelati, proprio
lì, non in terra! E dove ti senti morire quando vedi
che una persona dopo aver bevuto la sua Fanta la lascia abbandonata
per strada e sentendola parlare ti accorgi che il suo accento
è il tuo accento. E’ così. E’ triste,
ma è proprio così. E’ una questione di
senso civico. So che magari questo scatenerà le ire
di chi si sente preso di mira con la solita storia che i nordisti
sono più civili… Ma credetemi, di gente ne ho
vista e ne conosco tanta e ho capito che chi è radicato
in una certa mentalità e non ne ha mai sofferto (ma
in essa si è plasmato) difficilmente (se non mai) riuscirà
a liberarsene. Sarà perchè magari quando vivi
con metri di spazzatura sotto la finestra di casa ti sembra
anche inutile buttare la lattina nel cestino. Entri a far
parte di un circolo vizioso dove la “non speranza”
ormai la fa da padrone. Questo è vero. E sacrosanto.
In un posto, come quello in cui vivo io, dove devi differenziare
di tutto e dove l’omino del comune viene anche a mettere
il naso (nel vero senso del termine) nel bidone arancione
dell’indifferenziata per vedere se sei stato “bravo”
e nel caso contrario fa anche la multa all’intero condominio,
la voglia di tenere la città pulita ti deve venire
per forza. Ma è con la speranza che dobbiamo andare
avanti. Dobbiamo crederci noi gente del sud. We can, we can,
we can… Con scelte politiche oculate, con ottimismo
e voglia di cambiare possiamo farcela. Come diceva il grande
De Filippo “addà passà a nuttata”!
E facciamola passare questa nottata! Ma facciamo in modo,
giovani e meno giovani, che l’alba possa dar vita ad
un giorno caldo e luminoso in cui le idee di innovazione di
gente motivata, e perché no, anche un pò sognatrice,
possa dar vita a nuovi spunti, nuove idee, progetti di riscossa.
Certo è che qui son belle le strade, le segnaletiche,
i semafori… ma quello che è sicuro (e su cui
posso tagliarmi la testa!) è che l’animo del
meridionale non lo ritrovi in nessun nordico. Mi hanno adottato
i “piemunteeisi”, mi vogliono bene come io ne
voglio a loro, è brava gente. Mi hanno aiutato a superare
i brutti momenti che ho vissuto, ad esorcizzare la solitudine,
la tristezza e la malinconia di chi ha lasciato le proprie
radici, un dolore sordo che solo chi è emigrato conosce.
Ma, al di là di ogni concetto o preconcetto, vi assicuro
che gente col “cuore” dei campani non esiste da
nessun’altra parte d’Italia. Sarà un luogo
comune, lo so… ma credetemi è anche una realtà.
Il calore, quello vero, è solo nostro. Quello della
vicina di casa che ti porta qualcosa da mangiare se sei a
letto ammalato, quello delle mamme del sud che la domenica
preparano faraonici pranzi anche per 15 persone (e che durano
ore…) pur di avere tutta la famiglia unita. Quello delle
feste, Natale, Pasqua, quando per strada senti diffondersi
nell’aria il profumo dei carciofi arrostiti, di dolci
e casatielli vari… Quello delle nostre risate e dell’umorismo
per niente english di chi ha avuto come “padri”
Totò e Peppino… Quello di chi per vivere deve
imparare “l’arte dell’arrangiarsi”
e che mette su una pantomima solo per venderti qualcosa nelle
tipiche stradine dei quartieri. Tutto questo (e di più)
siamo noi. Spazzatura, camorra (o gomorra, scegliete voi…),
strade dissestate, degrado sociale e/o culturale, mancanza
di strutture e disorganizzazione… malgrado tutto questo
sono e sarò sempre fiera di avere nelle vene il sangue
caldo del sud. Il mio sud.
Testo della giornalista Lina Pasca, tratto
dal suo blog che vi consiglio "Lina Pasca e dintorni..."
http://lina0402.wordpress.com/
e pubblicato su sua gentile concessione.
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Salvatore
di Grazia