L' architettura della chiesa
La facciata, rivolta ad occidente, nella piazzetta Lucarelli, si presenta semplice e nobile allo stesso tempo: denota la povertà francescana delle pietre negli angoli. Unita alla semplicità del vasto intonaco, e la nobiltà dello spirito gotico con l’elevatezza degli archi del portale e delle finestre laterali. Fino al 1983 si offriva con un prospetto di ibrido gusto, tra il barocco e il neo-classico. Con gli ultimi restauri, modificando il prospetto realizzato nel secondo dopoguerra, si è recuperato il portale a sesto acuto, il piccolo rosone centrale e le due monofore laterali: elementi originari che fanno pregustare la dolcezza e il verticalismo del primo gotico francescano.

Proseguendo verso il lato sud, in corso Umberto I (antica via Seggio), si nota una cappella esterna, dove fino a pochi anni fa era collocato un altarino con statua del santo padovano, ora è stata riportata alla luce una porta gotica, murata nel 1700.

 

Particolare cappellina esterna

Il criterio dell’ultimo restauro è stato quello di offrire un’immagine della vita architettonica dell’edificio, stilisticamente omogenea, almeno per comparti, e non discriminante.

L’interno della chiesa è costituito da un’unica navata con una grande abside; la navata ampia e solenne si presenta con pareti scandite da quattro coppie di lesene con tre altari per lato; gli altari sono collocati nelle rientranze che accennano a piccole cappelle. Un grande cornicione corre sulle lesene e architravi delle pareti, cornicione che separa la zona degli altari dalla zona dei finestroni ovali. Grazie ai lavori del post-terrernoto il tempio francescano del Seggio ha svelato l’antica sua struttura gotica ed ha permesso di apprezzare più compiutamente l’intervento barocco commissionato da P. Antonio Aversani, Generale dell’Ordine.

Interno chiesa

L’insieme si presenta abbastanza luminoso ed armonioso nel ritmo architettonico settecentesco, con tinte chiare che mettono in evidenza gli elementi decorativi: profili, lesene, capitelli, festoni floreali, conchiglie rovesciate e teste d’angeli. Il soffitto è costituito da un pregevole cassettonato in legno a lacunari, legno intagliato e dorato, con al centro un quadro recente del santo titolare.

 

 

-Altare maggiore - © Foto Salvatore di Grazia

Cassonettato del soffitto con immagine del Santo

Ma ciò che risalta maggiormente in questo santuario di fede e di arte è il Coro, la grande zona absidale, con la stupenda "crociera" gotica con l’antica volta divisa in quattro parti da grandi nervature. La crociera è delimitata dall’arco trionfale, riportato ora all’originario sesto acuto , armonioso e slanciato verso l’infinito.
Particolare dell'arco e crociera....
In fondo alla parete dell’abside s’ammira la grande trifora dai costoloni policromi, murata per secoli e rimessa in luce nel 1985 (alta circa 9 mt. e larga 3.80 mt.). L’arco e la trifora recano molte tracce di affreschi trecenteschi, inequivocabili segni del grande livello artistico del tempio gotico. Anche se non si accostano con lo stile della trifora, meritano attenzione le vetrate istoriate realizzate nel 1987, opera dello scultore P. Tarcisio Musto, dei Frati Minori Conventuali. Descrizione: nei tre cerchi superiori sono effigiati lo stemma francescano e i volti di S.Francesco e S. Chiara; negli scompartimenti, dall’alto in basso: nella prima ogiva "S. Antonio e i Protomartiri francescani" e "S. Antonio maestro dei frati a Montepaolo »; nella seconda ogiva: il « miracolo dell’Eucaristia » e « S. Francesco appare a S. Antonio ad Arles"; nella terza ogiva: "S. Antonio predica al popolo da un albero"e "Santi Francesco e Antonio innamorati della Vergine Immacolata".
© Foto Salvatore di Grazia