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Aversa,
Sede Vescovile quasi dalla sua fondazione, ha sentito, subìto anche,
(vedi la creazione del quartiere Lemitone resasi necessario perché
nel centro storico erano stati costruiti tanti edifici religiosi) per secoli,
l'influsso religioso. "Città delle 100 chiese", di austeri
conventi, di cappelle umili o barocche, si arricchiva, dal primo medio evo
di una "nuova" forma di devozione religiosa, di luoghi dove la
presenza del Signore, o di Sua Madre, o del Santo protettore era a diretto
contatto col fedele, dove il colloquio tra questi e la divinità si
svolgeva senza bisogno di chiese riccamente addobbate, di preti che battevano
cassa paventando e fiamme dell'inferno, o di altre distrazioni terrene. |
| Un
posto dove la presenza protettrice fosse raggiungibile in ogni momento,
di giorno o di notte, un posto dove pregare, poter confidare le proprie
pene, le proprie speranze, o per chiedere anche una grazia in qualsiasi
momento se ne sentisse la necessità.. Nacquero edicole votive agli
angoli delle vie, agli incroci di polverose strade di campagna, in pertugi
creati apposta sulle facciate della case di città, con uno o più
candelieri da accendere al Santo, o quasi sempre, alla Madonna col Bambino. |
| E
ad Aversa, città religiosa per eccellenza ci sono state tantissime
edicole votive, e molte ce ne sono ancora, rimaneggiate, in rovina, restaurate,
o quasi irriconoscibili. In molte di esse l'immagine "storica"
è stata ricoperta da foto più o meno incorniciate di nuovi
Santi, operazione che comunque non inficia lo scopo per il quale furono
create. Edicole addirittura "blindate" per preservarle dai vandali,
e in un caso divenendo l'origine di una vera e propria chiesa, anche se
piccola, come quella del Monserrato.Un patrimonio storico-culturale che
si stà perdendo tra l'indifferenza di chi ci abita, di chi ci passa
davanti ogni giorno e non le degna di uno sguardo, come se in quel pezzetto
di pittura scolorito non ci fossero le sue radici, la sua storia. Con l'aiuto
di Gilda Marino, nominata sul campo "inviata/fotografa
a fondo perduto", vi presento una prima serie di immagini di edicole
votive che sono sparse per la città, e presto ne seguiranno delle
altre. |
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| Inizio
con il mosaico piastrellato di San Rocco,
che da 400 anni fa -ancora
bella mostra di se sulla pubblica strada, considerandolo,
e non credo di essere in torto, una edicola votiva un pò
più grande delle altre.. |
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| Lo
vedete nella foto di sinistra, che fa bella mostra di se
sulla facciata restaurata della chiesa di San Rocco, come
ex voto " A div. de fedeli
liberati dal cholera del 1854". |
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| A destra,
ecco l'edicola votiva di cui ho parlato nella chiosa iniziale.
Era splendida questa Madonna con Bambino
del Vicoletto Spirito Santo, angolo via Castello, quando negli
anni '70 scattai questa foto in b/n . Purtroppo adesso il
dipinto è del tutto irriconoscibile, abbandonato all'incuria
del tempo e degli uomini. |
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Questa Maria
SS del Rosario si
trova in Piazza Normanna, in pratica quasi adiacente
al millenario Vescovado, ma contrariamente ad esso,
è sulla strada del completo disfacimento.
La foto parla da se...
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Questa invece è il classico
esempio di edicola votiva restaurata e rifatta a pittura
con un nuovo "ospite", Sant'Antonio.
Si trova nella piazza del Duomo, e non ci è
dato sapere chi fosse stato il primo occupante.
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| Questa
splendida Immacolata Concezione,
un mosaico di piastrelle, è stata chiaramente
restaurata e la si può ammirare in piazza Marconi |
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Non sapevamo chi rappresentasse questa
edicola, sita in via Orabona angolo via Musto, nello
spagnolesco quartiere Lemitone, ma grazie alla nuova
foto di Gilda Marino, e alla segnalazione di Carlo
Muccio, sappiamo che raffigura la Madonna
di Casaluce. L'edicola è chiaramente
restaurata, anche se i fili penzolanti ne rovinano
l'insieme.
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| --Se
volete, mandateci foto di altre edicole votive, -con
l'indicazione del luogo in cui si trovano e, se -lo
sapete, chi o cosa rappresentano. Se non -l'abbiamo
già in archivio, o è tecnicamente migliore
della nostra, la pubblicheremo col -vostro
nome, senza nulla a pretendere d'ambo le -parti.
E tutto, per l'amore che portiamo per questa bistrattata
città... |
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