GASPARE VIRGILO
Psichiatra, 1° Direttore dell'OPG di Aversa
 

Ad Aversa correva l’anno 1876, quando nell’edificio dell’ex convento di San Francesco di Paola adibito a luogo di culto fino al 1808, allora casa di pena per invalidi, il Direttore Generale delle carceri, Martino Beltrani Scalia, in assenza di disposizioni legislative, con un semplice atto amministrativo creò la “sezione per maniaci”, inviandovi 19 folli criminali affidati alle cure di Gaspare Virgilio, medico-chirurgo della casa penale dal 1867: questo avvenimento rappresentò il primo esempio di quei "stabilimenti speciali per condannati incorreggibili" che qualche anno dopo furono denominati manicomi giudiziari.
Così inizia, parola più, parola meno, la storia del Manicomio Criminale Giudiziario di Aversa, e se il nome di Filippo Saporito è rimasto legato imperituro ad esso, non si può non ricordare che prima di lui ci fu un altro valente specialista della mente umana, sempre di Aversa, Gaspare Virgilio, che in questa sezione voglio ricordare.
Gaspare Virgilio nacque ad Aversa il 17 marzo 1836, e lavorò nell'Amministrazione Carceraria, prima in qualità di chirurgo delle Case Penali dell'Ufficio Sanitario nel quale rimase sino al 1889. Virgilio, divenuto celebre alienista, fu un fedele seguace delle teorie di CesareLombroso, e già come Direttore del manicomio civile aveva qui iniziato i suoi studi sul parallelismo tra malati di mente comuni ed alienati delinquenti, studi resi possibili in quanto il manicomio civile da lui diretto era l’unico di questo tipo, in tutto il Regno, che accoglieva anche malati di mente e autori di reato. Si impegnò subito in una vasta e profonda opera di rinnovamento del manicomio stesso, soprattutto forzando le provincie, ad esso ancora afferenti, a non ricoverare più i loro folli ad Aversa. Condusse la sua battaglia a favore della "disgraziata classe dei pazzi" sia con gli scritti sia ricorrendo a misure particolarmente forti come il blocco delle ammissioni, e solo a partire dal 1881 le province cominciarono a ritirare i loro malati. Nel 1904 la sezione per maniaci fu ampliata e trasformata in Direzione Autonoma di Manicomio Giudiziario, e ne assunse la Direzione lasciando quella del manicomio civile: approfondì i suoi studi sui rapporti tra delinquenza e follia, passando dall’iniziale identificazione tra pazzo e reo, al concetto di analogia tra delinquenti e malati di mente. Nel 1907 passò l’incarico a Filippo Saporito, già suo discepolo.
Morì 1 anno dopo, il 17 Maggio 1908, ad Aversa

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Ha lasciato scritto:
1)Saggio di ricerche sulla natura morbosa del delitto e delle sue analogie con le malattie mentali.;
2) Passamenti a la natura morbosa del delitto (Roma-Ermanno Loescher e C. 1876).

© Aversalenostreradici.com Ricerche di Luigi Marino e Salvatore di Grazia; Fonti e Siti consultati: "La storia di Aversa" del prof. L. Santagata; L'immagine che accompagna il testo è tratta da http://www.opgaversa.it/ ; www.museocriminologico.it/manicomi.htm; http://jhmas.oxfordjournals.org/cgi/reprint/XIII/4/504.pdf