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Aversa ci sono tante "Ass. Cattolica Maria SS. dell'Arco"
con sedi, presidenti, tesorieri e soci: circoli aperti tutto l'anno,
un ritrovo per giovani ed anziani. Non c'è strada, borgo o piazza
che non ne abbia uno, e che non organizzi la questua (à cerca)
prima e la festa poi, anche se a 100 metri c'è un'altra "associazione",
un'altra questua, un'altra festa. Uno dei più antichi circoli
è quello del Borgo, la cui data di nascita s'è persa
nel tempo, ma è certo che prima della II G.M. ne aveva due, capitanati
da Cioffo Luigi e da Ibello Luigi. Poi si fusero in una sola, e la più
antica "bandiera" tutt'ora esistente risale al 1946, anche
se porta il 1951 perché restaurata quell'anno. A 17 anni ne divenne
"ò presidente" Luigi Raimondo, che ha conservato la
carica per quasi 50 anni, toltagli poi d'autorità "da quelli
del Santuario" per un necessario ricambio generazionale. La "chietta"
del Borgo ha tenuto alta la tradizione tenendo d'occhio l'innovazione:
i suoi fujenti hanno partecipato scalzi fino alla fine degli anni '90,
e fu tra le prime, a concorrere con quadri raffiguranti nudi di donna,
il che fece rizzare i capelli a "quelli del Santuario". Da
Gennaio a Pasqua, i "battenti" del Borgo girano "a fare
"à cerca", organizzano aste sui generis dove si fa
a gare a chi offre di più per prodotti anche casarecci, il tutto
per la Madonna. La "cerca" si chiude la Domenica di Pasqua,
con l'uscita della bandiera del circolo, che accompagnata dalla banda
musicale e dai dirigenti gira per le strade del Borgo, casa per casa,
per le ultime, sostanziose offerte, mentre ad ogni angolo altri questuanti
raccolgono le offerte dei passanti, siano essi della zona o no. A' Maronn
è à Maronn! Rientrati, il Presidente ed il tesoriere conteggiano
l'incasso, dando le ultime diposizioni per il giorno dopo. Lunedì
in Albis la festa al Borgo inizia alle prime luci dell'alba coll'addobbare
improvvisati palchi dove prenderà posto "la valente commissione
giudicatrice" (i soci del Circolo), e dal quale "la voce"
delle "chiette" ospiti canterà la preghiera alla Madonna.
Intanto tutti i battenti, indossato il tradizionale costume, si radunano
davanti alla sede: i portatori si sistemano sul camion che porta il
"tosello" o il quadro, le bandiere dell'Associazione sul tettuccio
di un furgone e gli altri partecipanti su mezzi dei soci o su un autobus
affittato per l'occasione. Inizia così il frenetico girovagare
per i vari concorsi cittadini a cui si è iscritti, andando anche
a gareggiare nei paesi vicini. I battenti si dispongono in due file
laterali (a mò di paranza), facendo da cornice al "ballo"
del quadro o del "trono" e ai volteggi del portabandiera.
La banda
musicale che li accompagna si sistema di fianco al palco, e suonando
danno il tempo ai portatori del quadro o della bandiera nella loro esibizione.
Il ruolo del portabandiera al Borgo è molto sentito, è
il più importante, il vero uomo-spettacolo della cerimonia, e
spesso è tramandato da padre in figlio. Ma non si può
omettere il ruolo che ha "la voce", cioè il battente
che dal palco della "valente commissione" o in strada, canta
la preghiera alla Madonna, preghiera che si tramanda, immutabile, da
secoli: Chi è devot'/'sta Maronn'e ll'Arc'/sorè tenitece
'a fede/chill'è nu bellu nomme/sorè... 'a Maronn'. Una
delle più belle "voci" della chietta del Borgo è
stato Antonio Raimondo, preceduto a suo tempo da Ricciardi Luigi e Barbato
Carmine, in uno scambio di testimone che si perpetua da centinaia di
anni...
Salvatore di Grazia