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Sette
mesi e 21 giorni: questo il tempo impiegato per restaurare
la celeberrima Berlina di Gala di Aversa. Precisamente dal 4 luglio
1994 al 25 febbraio 1995, presso i laboratori di restauro in Todi
(Perugia), l’equipe guidata dalla bravissima restauratrice
Jacopella Rughini ha lavorato alacremente per svecchiare
la Berlina, che nella foto quà a sinistra vedete in che stato
pietoso era ridotta negli anni 60... |
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Foto
tratta da NerosuBianco |
| La
stessa Rughini ha affermato che la carrozza non è stata interessata
in precedenza da interventi di restauro, tranne una piccola manutenzione
alle ruote. Per le radicali opere di svecchiamento e restauro si è
proceduto nel seguente modo: dapprima la vettura è stata ripulita
interamente dai notevoli depositi di polveri e sporcizie varie, successivamente
si è proceduto chimicamente al consolidamento di tutto il materiale
ligneo e, quindi, è stata smontata interamente.E’ stato
praticato, altresì, un consolidamento statico del fondo dell’abitacolo
rinforzandolo con nuovi assi di legno. In seguito sono stati riposizionati
quattro montanti lignei di nuova manifattura, che possono considerarsi
i pilastri sui quali è stato ricollegato il tetto.
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A
questo punto, si è proceduto al montaggio degli sportelli laterali
della carrozza, nonché del pannello anteriore e posteriore,
sempre previo consolidamento e incollaggio. Infine, sono state fissate
saldamente le quattro ruote. Nel corso degli anni la Berlina ha subito
numerosi danni alla carrozzeria quali: tagli, fessure e asportazioni
parziali di parti di legno, pertanto, sono state effettuate sarciture
con sapienti innesti di essenze di pioppo, del tutto simili all’originale,
ripristinando di seguito i 12 ml di cornici mancanti, mediante intaglio
e sagomatura di listelli di legno di noce nazionale. Altra operazione
di sapiente arte di restauro è stata eseguita alla copertura
di cuoio del tetto dell’abitacolo, costituita da pelle di bufalo,
completamente inaridita, screpolata e scolorita dagli agenti atmosferici. |
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Tutto
il perimetro della stessa copertura, laddove la pelle originariamente
era stata inchiodata alla copertura di legno del tetto, presentava
notevoli strappi e numerose macchie di ruggine, a tal uopo, è
stata asportata una striscia di pochi centimetri e sostituita, cucendola,
con una nuova striscia in cuoio. L’intera copertura, in seguito,
è stata riconciata restituendone elasticità e bellezza. |
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Tutta
la policromia originale è stata sottoposta a pulitura con speciali
solventi volatili onde eliminare l’ossidazione della precedente
vernice che opacizzava e alterava la superficie dipinta. Fortunatamente
le balestre, protette da uno spesso strato di unto e sporcizia, hanno
conservato la doratura per cui è risultato semplice riportarle
allo stato originario, mediante pulizia e successiva lucidatura. Sono
stati impiegati, poi, ben 60 libretti d’oro sottilissimo in
foglie, per un totale di 1500 foglietti applicati su tutte le pareti
esterne. La danneggiatissima tappezzeria interna originaria, in seta
damascata dei setifici di San Leucio, si è ritenuto opportuno
sostituirla radicalmente.
foto
tratta da NerosuBianco.. |
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Dapprima sono
stati imbottiti gli interni di tutti i pannelli, delle portiere,
delle basi delle sedute, delle spalliere, dei sedili e del tetto
con crine foderandolo con tela Olona e successivamente è
stato applicato del velluto in seta rosso montato a capitonnè
rifinendolo con cordoncino rosso e oro.
Per concludere
la radicale opera, su tutta la carrozzeria è stata cosparsa
una protezione di gomma lacca mista ad alcool pigmentato con tenui
colori all’anilina.
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| Breve
storia della carrozza |
La
carrozza risale al XVIII secolo e fu portata via da Aversa nel 1947
a seguito di una decisione del Consiglio comunale presieduta dall’allora
Sindaco Gennaro Fiordaliso. Fu affidata alla custodia e alle cure
della Soprintendenza
ai Monumenti della Provincia che la collocò, dapprima, presso
il museo di S. Martino a Napoli e poi nell’ultima arcata di
sinistra della Reggia vanvitelliana di Caserta, con una breve sosta
tra le mura del monastero di San Biagio in Aversa. |
La stupefacente
Berlina pare fu acquistata nei primi anni del ‘700 da una famiglia
nobile napoletana e donata al Comune di Aversa; essa era utilizzata
per trasportare le autorità municipali nelle feste religiose
e civili secondo le norme del cerimoniale, conservate nell’archivio
dello stesso Comune di Aversa. |
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Lo
stemma della nobile famiglia napoletana, che la donò al Comune,
si trova tuttora intagliato e dorato sul sedile del cocchiere della
stessa carrozza. Una tradizione attribuisce la vettura al Re Carlo
di Borbone che la donò al Municipio di Aversa.
Originariamente la
Berlina era decorata con ben 8 pannelli in metallo; nel riquadro anteriore
si potevano ammirare due giovani musicisti di cui uno suonava il flauto
e l’altro raccoglieva un tamburello. Sullo sportello di sinistra
vi era una donna appoggiata ad un tripode affiancata da un pappagallo
su un trespolo. |
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| La
parte posteriore con il Basilisco |
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Gli
altri riquadri, di cui si ricorda ben poco, rappresentavano figure
femminili o maschili in svariate pose.
Nella parte antistante, di fronte al sedile del cocchiere si può
ancora ammirare un rosone con un’aquila che reca nel becco un
ramo di quercia, simbolo di potenza. Nella parte posteriore, invece,
vi è un rozzo scudo ovale in legno provvisto del simbolo di
Aversa: il Gallo normanno. Probabilmente tale stemma fu sistemato
in un secondo momento, forse all’epoca dell’acquisto della
carrozza. |
Nel
1948 furono rubate le maniglie delle portiere e le borchie d’arresto
dei mozzi, tutte in argento, purtroppo mai più ritrovate.
Il 13 Gennaio del 2003, finalmente, la Berlina di Gala è tornata
a casa, dopo oltre mezzo secolo di forzato esilio, accolta dal senatore
Pasquale Giuliano, dall’allora assessore al turismo e spettacolo,
Rosario Ippone, dalla soprintendente Giovanna Petrenga, da vari giornalisti
e dagli stessi allievi della Scuola Penitenziaria, con la speranza
che mai più sia allontanata dalla sua amata città di
Aversa. |

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Attualmente
la Berlina è ospitata presso una sala al piano terra della
Scuola di Formazione e Aggiornamento della Polizia Penitenziaria
di Aversa sita in Piazza Trieste e Trento, facente parte dell’edificio
dell’ex Cavallerizza borbonica, sorta sulle strutture del
Castello Aragonese (Castello di Rainulfo).
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Scuola
di Formazione e Aggiornamento della Polizia Penitenziaria di Aversa |
Testo
e foto di Carlo MUCCIO - Assemblato da Salvatore di Grazia - Vietata
ogni riproduzione del testo e/o immagini senza il consenso dell'Autore
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2006©wwwaversalenostreradici.com/CarloMuccio |
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