L'antico
castello Aragonese, già normanno, era divenuto Quartiere di Cavalleria
durante il periodo Aragonese, e questo perché Aversa era considerata
fin dall'inizio l'ultima difesa di Napoli, capitale del Regno, da un attacco
proveniente dal nord, come accadde durante il periodo turbolento che precedette
la "Repubblica Partenopea". Appassionato come me di Storia Patria,
la nostra, il dott. Tabarro mi ha inviato questa sua ricerca sugli "ospiti"
del Quartiere presenti ad Aversa subito dopo l'Unità d'Italia.
E' solo un primo abbozzo, non esaustivo, sulla presenza dei Reggimenti
di cavalleria post-unitari ad Aversa, ma sufficiente per iniziare un interessante
capitolo. |
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Per la sua posizione non più strategica (ormai
l'unico attacco dal nord poteva venire solo dallo Stato della Chiesa)
ma per la presenza di infrastrutture militari importanti, come il quartiere
di Cavalleria, poi Caserma “La Marmora”, negli anni immediatamente
seguenti l’invasione garibaldina/piemontese la piazza militare fu
affidata al 15° Cavalleggeri di Lodi. Ottima piazzaforte da cui partire
per combattere i "resistenti" della Campania e della regioni
circostanti.
Nella
cartolina che vedete c’è un gruppo di trombettieri con al
centro gli ufficiali ripresi all’interno del quartiere di cavalleria
di Aversa, nel 1904. Ma come mai si trovavano nella nostra città?
Occupiamoci brevemente di loro da uno scritto del Generale Temperino,
detto anche "papà Lodi".
"Il reggimento fu istituito con R.D. del 25 agosto del 1859 e
ordinato su uno Stato Maggiore, quattro Squadroni attivi ed un deposito
con sede a Vercelli.
Il 30 gennaio del 1863 anche il Cavalleggeri di Lodi riceve l’ordine
di partire per il meridione destinato ad Aversa dove giunge per via ordinaria
il 10 di Marzo per partecipare alla campagna di repressione del "brigantaggio".
E’ la prima missione, ma gli entusiasmi sono smorzati dalla natura
stessa dell’impegno poiché l’attività affidata
al reggimento appare non gradita a militari abituati a pensare ad un nemico
in uniforme che obbedisce a regole canoniche." E a rapportarsi
con una popolazione non ancora del tutto amica, se non ostile.
Alcuni squadroni verranno distaccati a Napoli ed uno inviato in Molise.
Altri due invece si muoveranno verso il Beneventano.
Uno di essi avrà uno scontro con la banda Caruso presso Pietramelara
che vedrà la morte di 11 briganti che verranno caricati su una
carretta dai soldati e portati in paese per il rito (si usava così)
dell’esposizione, e come monito ad altre "teste calde"
Gli stessi soldati invece provvederanno a seppellire un cavallo morto
durante il combattimento…
Il 3 Dicembre del 1863, ad Aversa, faranno gli onori militari al funerale
del Capitano Marro, morto pazzo poco
distante, nel locale manicomio.
Nel gennaio del 1864 solo il 6° squadrone rimane ad Aversa mentre
la sede del Reggimento viene trasferita a Foggia ed un mese dopo a Lucera,
in quanto nella Capitanata si erano verificate numerose azioni dei "briganti".
Quasi contemporaneamente, il 6° squadrone andrà a confluire
nel neo reggimento del “17° Cavalleggeri di Caserta” con
5 Ufficiali, 159 uomini e 104 cavalli. Reparto di nuova formazione creato
per integrare i militari del disciolto esercito borbonico... e con forte
presenza piemontese, giacché era ancora in atto una feroce resistenza
ai nuovi arrivati.
L’ultima azione eclatante il Lodi la consuma ai danni della banda
di Crocco, già braccata dai bersaglieri.
Nel maggio del 1866 - alla vigilia della terza guera d’indipendenza
- il Reggimento è spostato al Nord ma non in maniera definitiva,
a quanto pare, dal momento che è facile imbattersi in una cartolina
reggimentale del Lodi spedita da Aversa nel 1904, a dimostrazione che
tutto, o parte di esso, era nuovamente di stanza nella nostra città.
Ecco cosa cita il nostro "papà Lodi": "Il “Lodi”
assiste nell’aprile del 1906 le migliaia di fuggiaschi terrorizzati
per l’eruzione del Vesuvio. In particolare sono il 1°, 2°
e 5° Squadrone che da Resina, Portici, Torre del Greco e Santa Anastasia,
operano senza soste. Si raccolgono gli sbandati indirizzandoli nei centri
di raccolta, si individuano i dispersi nelle campagne e si presidiano
gli abitati prevenendo lo sciacallaggio." Ma se ci fossero ancora
dubbi ecco cosa accadde nel 1907, ad Aversa sempre con le parole del Temperino:
"...scoppia
un’epidemia di colera nel manicomio centrale di Aversa e per prevenirne
il diffondersi si ricorre, come costume, ai militari. Gli Squadroni di
“Lodi” si alternano 24 ore su 24, a partire dal 18 ottobre
e per 15 giorni a guardia del nosocomio impedendo il traffico di personale,
viveri e masserizie di sorta, e dando, come riferiscono le cronache dell’epoca,
“bella prova di altruismo, di salda disciplina e di abnegazione”."
Quello che il Temperino non cità, è quando il Lodi lasciò
la nostra città. E chi prese il loro posto? Erano arrivati in appoggio
ad altri reparti, hanno combattuto i nostri "briganti", e alla
fine hanno svolto opera di "protezione civile" visto che ormai
tutto si era calmato, l'Italia era unita, e la resistenza era stata stroncata
praticamente da un pezzo... La gloria, quella vera, fatta di uniformi
contro uniformi, di cariche di cavalleria con bandiera al vento, era ormai
da ricercare su altri campi.
Carmine Tabarro & Salvatore di Grazia
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