Notte di Natale del 1997
Per molti anni, da che sono venuto al nord, ho tenuto un diario giornaliero trascrivendo solo fatti ed episodi lavorativi. Poi, prima che diventasse da piacere ad ossessione, ho smesso. Il pezzo che leggerete è vero, realmente accadutomi, non ho toccato o corretto niente.

24 Dicembre 1997, Cossano Belbo, Cuneo, Ditta F.lli Martini, dalle 14,00 alle 06,00. E rieccomi qua a trascorrere la mia ennesima vigilia e notte di Natale in servizio, ad andare avanti ed indietro per 16 ore consecutive a controllare porte, finestre, e a capire se quelle ombre sono di malintenzionati, coppiette o nottambuli, ma tant’è, il lavoro è il lavoro. Già, ma quando mi ci abituo? Sono sette anni che passo stè feste lavorando e stò sempre male. Il cenone l’ho fatto a mezzogiorno, e subito dopo sono dovuto venire qua. Ho dovuto per forza parcheggiare a 3 metri da stò albero di Natale alto 4 metri dalle grandi lampadine perennemente accese, e se non altro stanotte avrò luce in auto. Nevica ancora abbondantemente. Chissà perché, ma da quando sono al nord, à neve mi piace solo sul presepio.
La madre di uno dei proprietari della F.lli Martini non c’è, meglio così. Delle due, è la più antipatica. L’altra, la Franca, c’è, il figlio verrà a prenderla alle 20,00 e rientrerà domani pomeriggio. S’è raccomandata di vigilare bene, “sono serate segnate!” ha detto.
L'ho rassicurata dicendole che se ci fossero problemi ho il numero di cellulare di suo figlio… E che vuoi dirle? Che ti possa andare di traverso il dolcetto d’Alba o la torta verde? No, non è giusto.
- Il figlio, Piero, è arrivato e s’è fermato vicino alla mia Punto. Ha notato il cavo elettrico che uscendo dall'ufficio degli enologi termina al termo-ventilatore nella mia auto, ed ha commentato che ho fatto la cosa giusta. Anche se ha smesso di nevicare, fa sempre un freddo cane. Ha aperto il cofano della sua auto, ha prelevato un panettone ed una confezione di 3 bottiglie di vino di loro produzione, e mi ha dato il tutto, augurandomi un buon Natale. Mi sento preso in giro. Fa per chiudere il cofano, ci ripensa e prende altre 2 bottiglie, porgendomele. Una è di Barbera “da collezione”, l’altra è di passito di moscato, che a sentir lui è un prodotto extra-super lusso. Speriamo. Di certo non sono della qualità delle confezioni che regala, e se non altro è un modo per dire che apprezza la mia professionalità.
- Quanti giri di controllo ho fatto fin’ora? Boh. Poco fa, in uno dei giri, dalla villetta di fianco al deposito usciva musica, voci allegre, risate ed ho notato che qualcuno mi stava osservando attraverso le tendine socchiuse di una finestra: come al solito è l’amica della signora Franca, e se Cicerone fosse ancora vivo avrei risposto facilmente al suo dubbio su chi sorveglia i sorveglianti. La cara vecchietta che mi stava spiando poteva almeno spegnere le luci alle sue spalle, ma è Natale, e un bicchiere di Barbera in più sicuramente se l’è scolato. Se non Barbera, un Dolcetto, ma non cambia niente. Ho alzato il braccio in segno di saluto, le ho urlato un “Buon Natale!” e lei si è scostata subito. Dilettante!
- Nevica di nuovo, quanti altri giri di controllo ho fatto ancora? Boh, ma star fermo è peggio. Adesso sono le 23,30 e fino a poco fa i conducenti delle auto che mi sfrecciano di fianco mi hanno strombazzato salutando con la mano… Sfottono, eh? Loro a divertirsi ed io al lavoro! Pazienza, speriamo che il panettone gli vada di traverso come sta andando di traverso questa mia notte. Ma no, mi conoscono, sono gli operai della "F.lli Martini", salutano perché sono sinceri, sono io che non ci sono con la testa. Ma che mi prende? Non lo so, e scrivo per sfogarmi, ma di che? Sta vita l’ho scelta io (già, senza alternative), e anche se ho vissuto momenti nerissimi, al nord sto realizzando quello che non sono riuscito a fare ad Aversa, e allora di che mi lamento? Che non stò a festeggiare coi miei? Che mi mancano le luminarie, é bancarelle, é "cuoppoli" di capitoni? Che mi rispondo? Niente, è meglio che me ne vada a fare un altro giro, mi farà bene.
- Se lo racconto nessuno mi crede, ma chi se ne frega! Ma me lo devo annotare per ricordarmelo, per me stesso, come sto facendo da che sono Guardia Giurata. Provo a mettere in sequenza tutto. Dopo l’ennesimo giro intorno alla "F.lli Martini", e alle case delle due vegliarde, mi sono risistemato nella Punto. Mezzanotte era passata, il groppo in gola si stava sciogliendo e mi sono messo dapprima a guardare la tv sul mio 7 pollici b/n (peggio di prima, tutti a festeggiare e a ballare), poi ho acceso la radio, e che canzone stanno iniziando a trasmettere? “ Notte di Natale”, di Baglioni! Già, è proprio un Natale da buttare via, questo: è Natale, c'è la neve, la mia malinconia, e ci voleva pure lui. Ho cercato di prenderla con filosofia, mi sono sistemato bene sul sedile, e mi sono messo a fissare le luci dell’albero che si rincorrevano senza soste. Mi sono tolto gli occhiali per pulirli, e nella mia forte miopia quell’albero è diventato più colorato; splendidi aloni coloratissimi si rincorrevano in un favoloso miscuglio di colori, un bellissimo caleidoscopio che variava di continuo, era una gioia guardarlo cambiare ogni secondo, mi rilassava… e non mi sono messo più gli occhiali, troppo bello, troppo bello! E di colpo mi sono trovato sotto l’Annunziata tutta illuminata con papà che, con indosso un cappotto fuori moda sta acquistando quella botticella di vino che adesso è nella mia cucina. Gesù, ma che Natale è? E io quanti anni ho? Ho dei guanti di lana, ma sento freddo .…Ma, comm’è giovane papà, lo guardo mentre gli cammino a fianco, mi tiene per mano, e con l’altra regge la botticella... E mò mammà pecché è arrabbiata? Già, ò capitone! Papà l’ha comprato vivo, ne ho preso uno anche io e l’abbiamo portati a casa in un cartoccio e mammà non li vuole cucinare, tiene paura, gli fanno schifo... La ceralacca, addò stà? Angelina ne ha preso un pezzo e con una candela accesa la scioglie sulla gamba del pastore che è uscito dalla scatola di scarpe con le gambe rotte, e anche quest’anno l’abbiamo riparato. E’ un bel presepio, ma l’anno prossimo lo facciamo più bello, con più pecorelle. Abbiamo comprato altri due zampognari, questi non dobbiamo farli rompere... Papà, non posso venire, vengo più avanti mi dispiace ma a fatica mia è chesta. Facite nu buon Natale, vuje e mammà che poi spero di venire a Gennaio… No, no, questo no, è stata l’ultima volta che gli ho parlato al telefono due Natali fa... Papà, nun state buono, nun vi alzate, turnate dint'ò lietto... Riattacco il telefono. L’albero in casa mia è acceso, sotto ci sono i regali per i bambini e quanta fatica faccio per trattenerli. Nicola vuole scartarli subito, e Giggino lo stesso. Filomena mi guarda con gli occhi lucidi, faccio finta di non accorgermene e porto i piccoli vicino all’albero. Come sò contenti, è nà gioia vederli così. Vogliono la foto ricordo coi regali, e gliela faccio, anche se ho scattato solo il flash. Ho gli occhi pieni di lagrime. Papà stà morendo, ma loro che c’entrano? E’ Natale, l’albero, i regali sono per loro, è la loro festa.
E adesso dove mi trovo? I mandarini, quando mi piacciono i mandarini, le noci, i fichi secchi quelli col beduino sul cammello vicino ad una palma, i tric-trac che scoppiano fuori alla porta, siamo tutti a tavola, nello stanzone del palazzo Comparone di via Drengot che era tutta casa nostra, col braciere acceso sotto la tavola. La minestra col baccalà fritto e le olive vicino, il piatto col capitone fritto solo davanti a papà. Ma che Natale è? E quella sacra famiglia a capo del letto, e chi se la ricordava più?
Ad un certo punto lo scoppio di una marmitta di una scassatissima auto mi ha fatto sobbalzare, e Baglioni stava ancora cantando. In tutta fretta ho rinforcato gli occhiali, sono sceso dall’auto e mi sono guardato intorno , mentre l'auto scoppiettava sempre più lontana verso Santo Stefano Belbo. No, non sono ad Aversa, ho “sognato” ad occhi aperti. Ma com’è possibile che ho rivisto tutto questo in pochissimi minuti? Un episodio dietro l’altro, senza data, alla rinfusa, ma perché? Avessi bevuto, ma le bottiglie non le ho toccate, ho bevuto aranciata e basta. Ma che mi è accaduto? Un sorvegliante che fissa immobile un albero di Natale, e magari non si accorge che gli stanno portando via la fabbrica da sotto il naso? Spero che nessuno mi abbia visto, sennò che figura ci faccio? Sicuramente avrò rivissuto altri momenti, ma non me li ricordo mentre scrivo. Meglio così, preferisco non ricordare.
Ho provato a svitare una lampadina per spegnere l’albero di Natale e ci sono riuscito, ma le luci hanno continuato a rincorrersi lo stesso: stè maledette sono in parallelo, non in serie. Dal nervoso ho dato un calcio all’albero, ed ho fatto un altro giro di controllo. Ancora 3 ore alla fine del servizio e me ne vado a dormire, e spero di non sognare.


Salvatore di Grazia

© Testo di Salvatore di Grazia /www.aversalenostrerardici.com 2013. Foto della botticella di Salvatore di Grazia, l'altra immaginie ripresa dal web. Ogni riproduzione del testo e della foto è vietata senza il consenso dell'Autore.