I fidanzatini di Peynet
 

Paolo, aversano in esilio come me, mi ha raccontato di come quella santa donna di sua moglie s’è rassegnata, quando sono in ferie ad Aversa, a vederlo sparire per girare da solo, senza una meta precisa, con la fotocamera nella cintura, capitasse un particolare mai fotografato da mandarmi per il Sito. Quel giorno non se la portò e gli prese la voglia di emularmi, bontà sua, annotando ciò che vedeva, per raccontarmelo dopo.
Alla “Villa Comunale” vide lo stato schifoso nel quale versava il monumento a Pietro Rosano: - indegno neanche del quarto mondo! Se quel grand’uomo resuscitasse, - mi ha detto - si suiciderebbe di nuovo al cospetto di tanta incuria, di questo palese menefreghismo sociale che hanno per lui e la cosa pubblica sia i cittadini che “chi di dovere”. Possibile che non ci sia mai un “metropolitano” presente quando l’ennesimo stronzetto imbratta i muri ed i monumenti? Tutti davanti al Comune o in via Roma a passeggiare in coppia? - termina incazzato. E che vuoi dirgli?
Da "fuori Sant’Anna", per via Presidio, era sbucato in viale Giolitti, scansando veloci motorini guidati da tanta bella e spavalda gioventù, quasi tutti senza casco, e gli era tornata alla mente la “soddisfacente” tabella della Polizia Municipale che aveva letto tempo fa, non mi ha detto quando. Già, ma addò stavano é vigili? Altro che una multa e mezza al giorno di media, là c’era da rimpinguare le casse comunali per un bel po! Poi li ha visti. Erano in due, un uomo ed una donna con un furgoncino municipale parcheggiato tra il Municipio e l’angolo con via V.Emanuele, porta scorrevole destra aperta. Lui in piedi, vicino alla porta, appoggiato col gomito destro sul furgone, parlava con lei, seduta sul pianale, braccia a sorreggere il ginocchio del piede sinistro poggiato sul pianale, il piede destro allungato all’esterno. L’ha colpito sia lei, una bella donna (adora le donne in divisa!), che il modo col quale, disinteressandosi del mondo che scorreva intorno a loro, chiacchieravano. Gli sono sembrati i fidanzatini di Peynet, i due erano un quadretto davvero bello e romantico. Ed ha finalmente capito perché i giovani centauri svoltavano veloci per via Presidio!
- Ma la loro era una paura infondata, - ha aggiunto - quei due, impegnati a ridere e a scherzare non si sarebbero accorti neanche del passaggio di una colonna di carri armati. - Rimpiangendo la fotocamera lasciata dalla suocera, si era appoggiato al muro di quello che una volta era un supermercato e s’era messo a fare una estemporanea statistica sulla bella gioventù motorizzata che gli guizzava davanti. Ha lasciato perdere i “due sul cinquantino” limitandosi ai portatori o non di casco, ed ha iniziato un conteggio tipo sportivo. 1 a 0, 1 a 1, 2 a 1 identificando col primo numero quelli senza casco e col secondo quelli col casco. Dopo pochi minuti ha smesso, era già 20 a 4, e questo in centro città, figuriamoci nel resto! Passando davanti ai due, sempre molto impegnati nel loro colloquio (addà passà à jurnata…), ha ripreso a gironzolare.
- Se i due “fidanzatini di Peynet” avessero prestato attenzione al loro lavoro, in quei pochi minuti le statistiche, e le casse del Comune, avrebbero avute una impennata da Wall Street. Peccato. - commenta amaro Paolo, e poi, con fare serio aggiunge: - Allora, questi appunti me li inserisci sulla home-page di aversalenostreradici? - Ridendo gli ho risposto che se lo facessi, forse mi converrebbe tornare ad Aversa col treno...

Salvatore di Grazia

Fonte: Testo di Salvatore di Grazia, le immagini sono riprese dal web - © 2014 Salvatore di Grazia-www.aversalenostrerardici.com