OSVALDO CONTI

Sergente mitragliere Regia Marina Militare, guerra di Etiopia, guerra di Albania, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria

Ho trascorso tre anni all' IPIAS "Osvaldo Conti", in gran parte quand'era locato in San Lorenzo fuori le mura, e ogni tanto mi chiedevo, senza approfondire mai, cosa avesse fatto di buono nella sua vita questo aversano per avere un istituto scolastico col su nome. Pensavo che fosse stato un docente, o qualcuno che ha brillato nel suo campo, niente di tutto quello che leggerete sotto, grazie all'amico Salvatore A. de Chiara, che ha preparato il testo che segue per la mostra "Aversa al fronte" del 2 Luglio 2011. Dunque non era di Aversa, ma chi se ne frega, ha vissuto da noi, lo abbiamo ricordato degnamente, il suo nome è più che mai vivo da noi, dunque... ----(Salvatore di Grazia)

Osvaldo Conti non era un aversano ma è indissolubilmente legato ad Aversa avendo vissuto nella nostra città nel periodo in cui frequentava l’allora Scuola Tecnica Industriale Professionale che oggi porta il suo nome.
Nacque a Capua l'11 maggio 1915 e frequentò, tra il 1928 ed il 1930, la Regia Scuola di Avviamento al Lavoro presso l’abbazia di S. Lorenzo ad Aversa. Appena diciassettenne si arruolò volontario nella Regia Marina Militare come allievo cannoniere armaiolo ed al termine del corso, il 1° ottobre 1933, conseguì la nomina a Comune di 1a Classe venendo mobilitato per la campagna d’Etiopia nel 1936, imbarcato sull'incrociatore Fiume (foto a sinistra), sul quale conseguì la promozione a Sottocapo nello stesso anno ed a Sergente nel 1938.
Durante la spedizione in Albania del 1939 era caposquadra in un Plotone mitraglieri di una Compagnia da sbarco dell'incrociatore “Fiume” con il quale sbarcò il giorno 7 aprile sulla spiaggia di Durazzo, trovando la morte in una azione di attacco.
Alla sua memoria fu decretata la Medaglia d'oro al Valor Militare, e per volere dei suoi insegnanti, nel dicembre dello stesso anno l’Istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Artigianato, fucina e trampolino di lancio nel mondo del lavoro per tanti aversani e non, gli fu intitolato.

Motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare (M.O.V.M.)

Appartenente all’equipaggio del R. Incrociatore “Fiume”, prendeva parte alle operazioni di sbarco a Durazzo come caposquadra di un plotone mitraglieri. Durante l’azione, individuata di fronte a lui, fra l’imperversare del fuoco avversario, una mitragliatrice nemica, si slanciava senza esitare in avanti con la propria arma, trascinando con l’esempio i suoi uomini. Colpito quasi subito da una pallottola che gli forava una coscia, non interrompeva il fuoco e lo continuava con grande coraggio e fermezza anche dopo essere stato colpito una seconda volta. Non potendo più per le ferite riportate unirsi ai compagni che avanzavano verso l’avversario, continuava a sparare e ad incitare i suoi, finché non si abbatteva sulla mitragliatrice, fatalmente colpito alla testa. Esempio fulgidissimo di sereno e freddo coraggio e di sublime attaccamento al dovere.” — Durazzo, 7 aprile 1939 -

Salvatore A. de Chiara

  Fonte: Testo e foto del Conti inviate da Salvatore A. de Chiara, adattamento testuale e grafico di Salvatore di Grazia -
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