La Madonna di Casaluce
 
Da bambino, mia nonna materna, "Anna à barunessa" spesso la sera ci raccontava, attorniati intorno al braciere vicino alla porta-finestra di un basso di via Drengot, in quello che pomposamente veniva chiamato "palazzo Comparone" dei "fattarielli", cioè "storielle" che ci piacevano tanto. E con le sue parole, davanti ai nostri occhi scorrevano le immagini della regina Giovanna "la pazza" che scappava nella ragnatela di gallerie di cui Aversa sembra ben fornita, dopo che la sciagurata aveva ammazzato il marito, della leggenda della Madonna di Casaluce e di come nacque il litigio coi Casalucesi, del suo coraggioso zio soldato borbonico che affrontò da solo dei garibaldini prima della battaglia del Volturno, o del "principe con carrozza e cavalli" che vistosi perduto fece voto di donare la sua corona alla attigua chiesa di Santa Lucia se lo salvava dalla "lava". E noi lì, a riscaldarci con le mani tese sulla carbonella accesa del braciere, l'ascoltavamo incantati....
 

E con la "storiella" di come nacque il culto della Madonna di Casaluce e dell'attrito (sfociato spesso in botte da orbi) coi Casalucesi, inizio a trattare di questa bellissima Madonna Bruna, co-protettrice di Aversa. Nonna raccontava che durante una notte di tempesta, una bella donna con un neonato in braccio si era recata presso il convento dei Celestini di Aversa per chiedere ospitalità, ma fu scacciata perchè era vietato l'ingresso alle donne. E questa, sempre sotto la tempesta, giunse fino al monastero di Casaluce (ne fece di strade quella notte, la viandante!) dove fu accolta ed ospitata in una stanzetta dai Padri Celestini del posto. Fattosi mattina, i buoni Padri non trovarono più né la donna, né il pargoletto, ma al suo posto c'era una piccola icona raffigurante il bel volto della signora di quella notte che sorreggeva un bambino...

Al di là della bella leggenda, secolare è la storia del piccolo dipinto, attribuito addirittura a San Luca e da sempre conteso da Aversani e Casalucesi. La provenienza dell'icona è certamente orientale: essa fu portata in Italia dal vicario di Carlo I d'Angiò, Ruggero Sanseverino, che era in missione in Terra Santa. E' probabile che il quadro e le due idrie, donate poi al sovrano angioino, fossero state date al Sanseverino dai monaci militari che erano posti a difesa del Santo Sepolcro.

Una volta giunte alla corte angioina, quadro e idrie furono collocate nel posto d'onore della cappella privata dei re in Castelnuovo, da poco edificato, sotto la protezione di Ludovico da Tolosa, figlio di Carlo II. Nel 1297, quest'ultimo diede incarico ad un nobile francese, Beltramo dei Balzo, di custodire con cura l'Icona e le idrie nel Castello di Casaluce, casale di Aversa, che doveva essere trasformato in convento dei Padri Celestini. Nel 1309, Carlo IId'Angiò donò metà del suo Castello di Aversa (annesso alla chiesa dei SS. Filippo e Giacomo che allora era cappella del Castello) ai Padri Celestini ai quali furono destinate anche 50 once d'oro da prelevare dalle tasse pagate dagli aversani al sovrano.

Il castello di Casaluce - Foto tratta da NerosuBianco # 124/2005

Il campanile della chiesa della Madonna svetta sulla città di Aversa - Cartolina degli anni '30

Ma solo l'8 agosto del 1359 la Madonna Bruna e le sacre idrie, fatte risalire alle Nozze di Cana, furono affidate ai Celestini da Raimondo dei Balzo, nipote di quel Beltramo che si era impegnato a ciò 62 anni prima con Ludovico di Tolosa. Raimondo assegnò ai Celestini il Castello di Casaluce, la chiesa ed un casale attiguo. Così da quel tempo la Madonna Bruna fu mèta di pellegrinaggi di re e regine: Giovanna I, Giovanna II, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo e Carlo III di Borbone. Fin dalla sua venuta nell'agro aversano, la sacra Icona veniva ospitata per alcuni periodi dell'anno ad Aversa dove i Celestini si spostavano per via dell’aria insalubre di Casaluce.

Gli Aversani ed i Casalucesi facevano generose offerte ai Celestini e per gestire questo fiume di denaro fu creata una "Commissione di Economi" che nel 1593 fece erigere il primo baldacchino ligneo. Dal 1645 al 1772 si procedette alla ristrutturazione della chiesa di Casaluce. Nel l722, il 4 maggio, Papa Clemente XIV, su richiesta del Vescovo Niccolò Borgia, dichiarava la Madonna Bruna Patrona della città di Aversa e della diocesi. In città si allestirono delle grandiose feste che furono sospese per intervento dei Padri Celestini di Casaluce preoccupati di vedersi sottrarre l'Immagine (e le cospique entrate) a favore dei "confratelli" di Aversa, dando inizio, di fatto, allo scoppio delle ostilità. Gli economi di Aversa ricorsero alla Regia Camera affermando di voler festeggiare il parto della Regina e grazie a questo escamotage la festa fu concessa. Col tempo, tra Aversa e Casaluce si acuirono ancora di più i dissapori in relazione al tempo di permanenza della Madonna nelle due città, anche perché Aversa si faceva forte della dipendenza storica ad essa del casale di Casaluce, territorio Aversano a tutti gli effetti all'epoca del "fatto"e, giustamente, per la presenza del Vescovo in città, tanto che all'epoca del cardinale Innico Caracciolo, la sacra Icona rimase ad Aversa da sei a sette mesi per anno. Il 22 maggio 1744, il capo del governo di Carlo III di Borbone, Michele Reggio, incaricò il giudice di Vicaria, Giuseppe Aurelio De Gennaro, di risolvere la situazione che si era fatta esplosiva. All'incontro presero parte il canonico Moretti, in rappresentanza del Vescovo, e il Padre Vicario dei Celestini. Un accordo raggiunto prevedeva la permanenza ad Aversa nei periodi di raccolto e in altri periodi particolari come gravi pestilenze.

Altare della Chiesa dei SS.Filippo e Giacomo durante la presenza della Sacra Effige
Durante le traversie della Repubblica Partenopea, il Vescovo di Aversa, monsignor Francesco del Tufo fece voto di incoronare la vergine di Casaluce qualora le truppe francesi non avessero danneggiato la città. Così fu, e il 1° maggio 1801 il Vescovo (che fece forgiare la corona d'oro a sue spese), dopo aver ottenuto i necessari permessi, informava il popolo della imminente cerimonia che si ebbe il 13 settembre 1801. I Celestini ottennero da Pio VII l'indulgenza plenaria per chi avesse visitato la Chiesa nel giorno dell'incoronazione e fu coniata una medaglia d'argento con l'immagine della Madonna e la dicitura "Aversa per Deiparum salva"
 
Cartolina della chiesa negli anni '30
Corona del 1901
Nel 1807, i beni dei Celestini vennero sequestrati in base al decreto di febbraio di Gioacchino Murat che aboliva i conventi e gli ordini monastici, ma il sequestro durò poco. Già a marzo dello stesso anno fu stabilito, per Regio Decreto, che nelle chiese di Aversa e Casaluce si insediassero sacerdoti col grado di parroci al posto dei Celestini. I due neo-parroci, saggiamente, si accordarono affinché l'Icona fosse ospitata per 6 mesi a Casaluce e per 6 mesi ad Aversa. Ma la "pace" durò solo per 45 anni! Nel 1852, vi fu un nuovo dissidio a causa di una controversia sulla proprietà del baldacchino e l'anno dopo il Consiglio degli Ospizi, con decreto dell'8 gennaio 1853, richiamava in vigore l'accordo del 1744 stabilendo che il trasferimento ad Aversa durasse due mesi, dal 16 giugno al 16 agosto.Ovviamente ciò non piacque agli Aversani che iniziarono una lunga serie di lamentele, finché, grazie all'incarico di paciere affidato dal governo all'arcivescovo di Capua, il 23 marzo 1857, il Consiglio degli Ospizi concedeva otto mesi a Casaluce e quattro mesi ad Aversa, con la traslazione annuale del 15 giugno ad Aversa e del 15 ottobre a Casaluce con queste condizioni: 1) fare un nuovo baldacchino (eseguito poi nel 1858); 2) ripulire la corona; 3) corona e baldacchino sarebbero stati inseparabili dall'Icona dovunque questa stesse; 4) il Vescovo deve provvedere alla conservazione degli argenti e ha il potere di far venire ad Aversa l'Icona nei casi di calamità in cui lo ritenga opportuno, cosa che, ad oggi, non si è mai verificata, mentre l'accordo è stato mantenuto.

Nel secolo scorso, molte cose sono accadute a questa immagine, purtroppo non belle. Il 15 settembre1901, in occasione del centenario della prima incoronazione, si ebbe una nuova incoronazione ad opera del Vescovo di allora, Francesco Veneto; il 19 maggio 1978, l'Icona fu sfregiata da un maniaco mentre era nella Chiesa di Casaluce. Il 23 settembre del 1979, nella parrocchia dei SS. Filippo e Giacomo, fu rubata la corona della seconda incoronazione, una bellissima corona incastonata di gemme preziose. Ma, dopo dodici mesi, il 14 settembre 1980, si ebbe la terza incoronazione della Madonna Bruna ad opera di Monsignor Nicola Comparone (nipote di Anna à barunessa), vicario capitolare.

La Chiesa dei SS.Filippo e Giacomo come si presenta attualmente in questa cartolina edita da Claros sas-Aversa

Un momento della terza incoronazio del 9 settembre 2005
Ad Aversa, poi, la chiesa che ospita la Madonna di Casaluce fu danneggiata a causa del terremoto del novembre 1980, ed il campanile crollò sulla canonica provocando la morte del parroco don Pasquale Ciani e di tre suoi familiari.

Il 3 luglio del 1983, ancora ad Aversa, mentre era ospitata nella parrocchia di San Giovanni a Savignano, si registrò un altro furto: ignoti rubarono il trono argenteo che fu rifatto grazie alla generosità dei fedeli.

Infine si è avuta la quarta incoronazione della Madonna il 9 Settembre del 2005 nella sua Sede naturale, la Cattedrale di Aversa, con la solita, larga partecipazione di popolo.
L'arrivo della Madonna ad Aversa
Il 15 giugno di ogni anno, la Madonna arriva ad Aversa, e lo scambio, col solito "balletto" ritardante da parte dei Casalucesi, che verranno ricambiati il 15 ottobre, avviene al "confine" di Casaluce ed Aversa, a pochi metri dall'antica Abbazia di San Lorenzo. Si tratta di una cerimonia bella a vedersi perché fa trasparire i sentimenti misti di fede e campanilismo che i fedeli provano per questo piccolo quadro di legno. Così i portatori del paese cedente fanno numerose "finte", quasi ballando; avanzano fino alla pietra di confine per poi tornare rapidamente indietro fino allo scoccare ( e se possibile, anche oltre) dell'orario previsto per la consegna.
 
A sinistra, foto degli anni 50 con un momento della festa a Casaluce tratta dal Sito del Comune di Casaluce . A destra, nella foto di Gilda Marino i portatori Casalucesi stanno consegnando agli Aversani il "trono", che come si vede dall'istantanea porta il "loro" manto bianco con stelle d'oro
Come già accennato, la perdita di tempo nella consegna del "trono" esacerbava, ed esacerba ancora gli animi, ed erano "mazzate" tra i due gruppi sotto gli occhi dei religiosi, Vescovo compreso, e dei Sindaci delle due comunità. Fortunatamente negli ultimi tempi il "passaggio di consegne" è diventato meno battagliero, anche se più di un'auto delle forze dell'ordine, pronte a sedare gli animi, non manca mai... Appena presa in consegna, subito il manto bianco-oro viene tolto, e sostituito con quello azzurro a stelle d'argento di Aversa
Ed una volta ridiventata Aversana, la Madonna fa il suo ingresso nell'antica Abbazia
Dopo le omelie, le preghiere, il trono viene affidato ai portatori, ed inizia il girovagare tra le varie parrochie della città, accolta da luminarie e botti, dove sosterà per la notte nella locale chiesa, per riprendere il giorno dopo il suo cammino verso un'altra parrocchia, fino a visitarle tutte.
 

Poi per tutta l'estate sosterà nella "sua" chiesa fino al ritorno invernale a Casaluce. E l'anno seguente la scena si ripeterà, e questo dal 1359... Ma ecco la novità del 2006, come riportato nel n° 8 dal quindicinale Aversano "L'Informazione": il "grassetto" del testo è nostro

La Chiesa dei SS.Filippo e Giacomo elevata a Santuario Mariano dal Vescovo Milani
Grande fibrillazione in città per i festeggiamenti in onore della patrona della Città la Maria SS di Casaluce. Quest’anno la festa è ancora più grande visto lo straordinario evento che coinvolge tutti i fedeli : la proclamazione a Santuario Mariano Diocesiano dedicato alla Beata Vergine Maria “Regina della famiglia” della Chiesa Parrocchiale del Santi Filippo e Giacomo in Aversa. La manifestazione, fortemente voluta dal Vescovo Mons. Mario Milani, ha inizio alle 19.00 con una solenne messa concelebrata dall’intero Clero cittadino ed allietata dalle soavi musiche della Cappella Musicale Lauretana del Duomo diretta da Mons. Francesco Grammatico con all’organo il Maestro Luigi Orabona, ed ha il suo acmè con la proclamazione ufficiale. Ma i festeggiamenti non sono solo concentrati martedi 12, si snodano nell’intera settimana che va da giovedi 7 a mercoledi 13 settembre, con l’accensione delle luminarie sabato 9 alle ore 20.00, domenica 10 alle ore 19 invece prevista la Santa messa presieduta da Mons. Pietro Farina Vescovo di Alife, e la sera alle ore 21.00 il grande spettacolo musicale degli aversani “ Fagnoni Group” originali e coinvolgenti come sempre. Ma mentre Sparta ride Atene piange, infatti sembra che i cittadini della limitrofa Casaluce, non vedano di buon occhio l’elevazione a Santuario Mariano della Chiesa SS.Filippo e Giacomo poichè la “promozione” potrebbe comportare la definitiva ubicazione della Statua della Madonna in una teca della chiesa aversana. Svanirebbe quindi la possibilità di averla ospite in Casaluce per i quattro mesi invernali, che vengono preceduti da una tradizionale parata in cui i casalucesi strappano dalle mani degli aversani, l’amata effige. Da oggi la nostra città si arricchisce, di storia, cultura cristiana e speriamo turismo.(Pasquale Rucco)... e di rinnovate mazziate coi casalucesi, aggiungo io, sperando di sbagliarmi.