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Quella
che state per leggere è la storia dei Francescani ad
Aversa, dei loro Ordini, delle loro avventure, delle loro disavventure,
che non sono certo mancate in una città “bollente”
come la nostra. |
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Per i
meno informati, S. Francesco d’Assisi è Patrono Minore
di Aversa, proclamato tale nel 1693, ed un artistico
busto in argento si trova presso la Chiesa Cattedrale di Aversa, nel Tesoro
del Capitolo. Il testo che segue è tratto dal 2° volume "Aversa
Francescana" di Don Ernesto Rascato,
scritto citato in occasione dell'inaugurazione della riapertura al Culto
della Chiesa di S.Antonio al Seggio, e
adattato da me solo in alcune insignificanti parti.
Nella
Chiesa di S. Antonio di Padova al Seggio ebbero stanza dal 1230
i Frati Minori Conventuali, e vi stettero fino al 1810.
Rese illustre questo chiostro il pio e dotto Padre Antonio Aversani, nativo
di Aversa, ministro generale morto nel 1702 e sepolto in questa chiesa.
Così è dal
1230 che Francescani e Domenicani (Frati Predicatori), iniziarono con
successo e simpatia la loro missione nella tormentata e viva Città
e Diocesi di Aversa, e tra le famiglie nobili che vi dimoravano vi era
la famiglia Rebursa, che parteggiò per Corradino
di Svevia nella lotta contro il D’Angiò.
Riccardo
de Rebursa, barone aversano, risultato il capo del gruppo aversano pro
Corradino di Svevia fu dichiarato traditore e messo a bando: dopo la sconfitta
di Corradino a Tagliacozzo abbandonò la Casa che « l’habitat
propre portam S. Andrea in parochia S.Audeni iuxta vias publicas »
ma fu preso e condannato a morte insieme ai fratelli per ordine di Carlo
I d’Angiò, che fu intransigente contro i sostenitori della
casa Sveva.
Altrude vedova di Bartolomeo
de Rebursa e Margherita de Rebursa moglie di Riccardo de Rebursa si riunirono,
secondo l’affermazione del Calefati databile fra il 1230 e il 1235,
presso la Chiesa di S. Francesco d’Assisi, e chiesero di costituire
il ramo femminile del francescanesimo, le Clarisse ….
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Quindi
in Aversa, quattro anni dopo la morte di S. Francesco (1226)
abbiamo nel 1230 i Frati in S. Antonio e le Clarisse
presso la Chiesa di S. Francesco e questo ci attesta quanto vivo ed
ardente sia stato, fin da quel tempo, lo spirito francescano in Aversa.
Questi pii luoghi, carichi
di secoli di storia e di gloria, furono asili di anime sante ed illustri
per cultura, spiritualità e carità, che si consacravano
a Dio sotto la regola del gran Poverello a servizio dell’Uomo.
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L’Ordine
Francescano, l’Ordine dei Domenicani e
in seguito l’Ordine dei Celestini, trovarono nei
Vescovi locali e nei reali angioini aiuto, protezione e sovvenzioni. Infatti
Carlo I d’Angiò volle costruire presso il lebbrosario sito
fuori la Porta di S. Nicola una chiesa dedicata a S. Maria Maddalena,
che nel 1420 il municipio di Aversa (dopo vicissitudini vissute all’interno
dell’Ordine francescano) affidò ai Frati Minori Osservanti.
In questo
convento visse e operò, tra gli altri, e lo ingrandì, l’aversano
frate Angelo Orabona, Vicario Generale dell’Ordine, Arcivescovo
di Trani, morto nel 1575 e come sta scritto sull’epigrafe fatta
incidere sulla tomba, rifiutò la porpora cardinalizia.
Gran parte dei padri Francescani della Maddalena si distinsero per la
loro cristiana ed eroica abnegazione, morendo quasi tutti per assistere
gli appestati nel 1656.
Il Convento
venne chiuso verso il 1810 e con il Regio Decreto dell’8 aprile
1813, i frati passarono ad abitare presso il monastero di S. Domenico
e vi rimasero fino all’inizio del 1900. Si parla anche della presenza,
anche se breve, di S. Bernardino da Siena.
Non mancarono ad Aversa
anche i Padri Cappuccini, Ordine del ramo francescano riformato che ebbero
il loro convento fuori Aversa, in territorio detto “ Cirigliano
“. La Chiesa e il convento furono ristrutturati a spese del Comune
nel 1345, ma molto probabilmente erano gia presenti nella precedente Chiesa
già nel 1536.
Nel frattempo, oltre alle
Clarisse di S. Francesco, fioriscono in Aversa e diocesi nuovi Monasteri
femminili di Suore.
Nel 1499, come ci riferisce nelle sue cronache Silvestro Guarino le pie
sorelle Giulia e Filippella Formato - aversane - fecero costruire il Monastero
di S. Girolamo, che sorse prima come Terz’Ordine (Penitenti o Terziari)
e poi con Bolla di papa Giulio Il del 21 dicembre 1506, fu mutato in II°
Ordine di S. Chiara e S. Francesco.
Nel 1911
le poche Suore rimaste passarono tra le Clarisse di S. Francesco. Abbiamo
poi nel 1362 il Monastero delle Clarisse, sotto il titolo dello Spirito
Santo; queste nel 1656 passarono nel nuovo Monastero presso il Convento
delle Cappuccinelle, che abbandonarono poi costrette dalla legge per l’incamerazione
dei beni ecclesiastici nel 1868.
L’unico
monastero femminile francescano di Aversa ancora vivo è il Monastero
delle Cappuccinelle.
In origine, forse nella seconda metà del 1400, vi era un piccolo
conservatorio, cioè una casa monastica nella quale le ragazze desiderose
di perfezione si ritiravano facendo vita di preghiera, di penitenza e
di contemplazione, ma senza che vi fosse la clausura.
Un certo Vincenzo Dragonetti
(cittadino aversano scampato ai pericoli della guerra) forse per sciogliere
un voto ampliò il monastero e costruì la piccola chiesa
dedicata alla Madre di Dio Assunta in cielo.
Nel 1680
Papa Innocenzo IX approvò con un rescritto l’istanza di questa
Comunità religiosa, che divenne Claustrale. Ciò avvenne
nel 1681, quando era Vescovo di Aversa Mons. Paolo Carafa. Un notevole
ampliamento, anzi quasi una totale riedificazione, subì il Monastero
durante il periodo in cui fu Abbadessa la Serva di Dio Suor Maria Gabriella
de’ Martini (1746-1773), che grazie all’esempio di vita contemplativa
e di carità seppe essere faro di santità per l’intera
Comunità ecclesiale.
Il Terz’Ordine
Francescano, ebbe in Aversa un forte sviluppo, riunito in un Monte di
Confratelli sotto il titolo di “ Gesù Nazareno “ presso
i Francescani della Maddalena; poi passarono nella chiesa di S. Domenico
(dopo la soppressione) poi ebbero sede nella chiesa dell’ex Monastero
delle Clarisse dello Spirito Santo, ultimamente nella chiesa di S. Anna
al Carminiello.
Ritornati
i Conventuali in Aversa, richiamati da Sua Ecc.za Mons. Settimio Caracciolo
nel 1928, questi dal conventino che riuscirono a ricavare dall’ex
Complesso Monastico francescano di S. Girolamo rimisero in piedi con energia,
il Terz’Ordine. Il resto è sotto gli occhi di tutti. |