Il Sedile di San Luigi
Ma come si fa a parlare della Chiesa di San Domenico ed ignorare l'attiguo, e più antico, "pezzo storico" della città? A sinistra della chiesa infatti, c'è il Sedile di San Luigi o Seggio di San Luigi che, adibito a luogo di convegno, fu utilizzato anche per amministrare la giustizia. È l'unico monumento medioevale del genere della città ancora esistente, gli altri, il Seggitiello di Piazza e il Sedile di Sant'Andrea, furono tutti demoliti.
Il Seggio, attiguo al Palazzo Masola, poi Bonavita, di pietra grigia, con gli altri, fu concesso alla città dall'Imperatore Enrico VI nel 1195 alla famiglia dei cavalieri e dei soldati che avevano combattuto con lui e, come i Seggi di Napoli, anch'esso apparteneva ai Nobili; venne retto dal Monte della Pietà (1599) fino a quando non passò nella Chiesa di Santa Maria del Popolo.Il Seggio col passar degli anni, assieme agli altri della città, subì gravissimi danni tanto che nel 1692 fu completamente ristrutturato, com'è ricordato in una epigrafe apposta in una campata interna:
"ILLUSTRIVM FAMILIARIVM CIVITATIS AVERSAE / MONVMENTVM EDIT ENRICVS VI ROM. IMP. ET SICILIAE REX / BARONIBVS AC MILITIBVS ILLIVS / ANNO 1195 / ELARGITVS SEDILIA / QVIBVS VETVSTATE FERE LABEFACTIS / HOC VNO INSTAVRATO / ET AD POLITIOREM FORMAM REDACTO / ANNO 1692 / EORVM ANTIQUISSIMAE NOBILITATIS MEMORIAM / A TEMPORVM INIURIA VINDICARVNT / PROCERES / EIVSDEM VRBIS" e dopo che Ferdinando IV avrà abolito questi circoli nobiliari, con decreto del 25 aprile 1800, diventò il luogo di lavoro di un falegname. La loggia è costituita di due campate coperte da volte a padiglione e da un cornicione aggettante e con muretto alla sommità, da massicci pilastri quadrangolari e grandi archi a tutto sesto.Lo spazio dell'area è, dal 1921, recintato da un muretto e da un artistico cancelloi. Negli ultimi tempi, abbandonato al suo destino, ha subito umilianti scempi, non ultimo quello di essere attraversato da condotte idriche che ne ha rovinata la millenaria bellezza.

Nelle 2 foto particolari di altrettante cartoline che raffigurano il Sedile

-Ma come funzionava, qual'era il "cerimoniale"' di aggregazione dei nobili candidati al Seggio? Eccone un resoconto del 10 Ottobre 1785. Verso la metà del secolo XVI le famiglie che avevano posto nel Sedile di S. Luigi erano le seguenti: Altomare, Finella, Gargano, Landolfo, Lucarelli, Di Matteo, Monticelli (dalla successione di Giovanni Ferrante), Pacifico, Sarriano, Scaglione, del Tufo, della Valle. A dette famiglie se ne aggiunsero altre con le aggregazioni avvenute nel 1575, 1589, 1678,1738. In quest'ultimo anno Sua Maestà Cattolica, con Real dispaccio per la segreteria di Grazia e Guistizia, in data 5 dicembre, confermava ai nobili di Aversa la facoltà della libera aggregazione al Seggio di altri cittadini. Detta facoltà venne, poi, confermata dalla Real Camera di S. Chiara, con sentenza dell'11 aprile 1766, approvata dalla Maestà del Re con Real Carta per la segreteria di Grazia e Giustizia il 4 luglio 1767. Per effetto delle suddette aggregazioni cresciuti di numero, i Nobili del Sedile di San Luigi nel 1784, erano i seguenti: Don Tommaso Orineti, don Ramiro Cappabianca, don Biagio Trenca,don Michele Forgione, il cav. Nicola Lucarelli, il cav. Alessandro d'Ausilio, don Francesco Maria del Tufo, il cav. Don Vincenzo Lucarelli, don Giovan Battista Merenda, don Giuseppe del Tufo, il duca di Vintignano (Parete), il cav. Francesco della Valle, il marchese di Ceppagatti, don Pietro di Mauro, don Nicola di Mauro, il marchese di Trentola, don Ottavio Pacifico, don Paolo Forgione, don Francesco Forgione, don Onofrio d'Ausilio.
Nel 1785 ai Nobili del Sedile, che abbiamo sopra elencati, furono aggregati questi altri: don Donato Martucci, don Antonio de Bernardis, don Nicola de Bernardis, don Giovanni Compagnone, don Bendetto di Mauro, don Nicola Biancolella, don Paolo Biancolella, don Filippo Trenca, don Giacomo e nipote di Fulgore, don Carlo Siniscalco e don Domenico Siniscalco.
I dodici cittadini aversani aggregati ai nobili, per essere iscritti al Seggio, avanzarono domanda agli eccellentissimi Deputati del Sedile, protestando ch'essi e le loro famiglie, da lunga serie di anni, vivevano nobilmente senza aver mai esercitato alcun vile mestiere, e che avevano anche avuto l'onore d'imparentarsi con famiglie nobili dello stesso Sedile.
Il giorno 10 ottobre 1785 dunque, previo avviso spedito dall'eccellentissimo marchese don Domenico Pacifico-Moccia, (a sinistra lo stemma della famiglia Moccia) deputato, e dal portiere della città Francesco Orabona, consegnato a ciascun Nobile del Seggio, fu convocata la piazza del ripetuto Sedile di S. Luigi.
L'assemblea, che risultò composta di soli trentuno signori, deliberò l'aggregazione al Sedile di tutti i dodici cittadini, che ne avevano fatta richiesta, con la condizione però d'implorarsi all'uopo il real beneplacito.
Nello stesso giorno della votazione, i Nobili si riunirono di nuovo nel Sedile, per dare il possesso dell'aggregazione ai nuovi iscritti della nobiltà aversana. Questi, chiamati dal regio Notaio eccellente e segretario del Seggio, don Luigi Bascone, si presentarono riccamente vestiti. Il Notaio li fece entrare nel Sedile; ivi gli eccellenti signori ch'erano ad attenderli, li ricevettero, in piedi; poi sedettero tutti. Così, dunque, venivano aggregati i Nobili al Sedile di S. Luigi in Aversa; e a questo modo, forse, si procedeva negli altri Sedili del Regno, fino alla loro abolizione..