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...Nato
ad Aversa il 10 settembre 1714 da un ricco negoziante di tessuti,
Francesco Antonio, e da Margherita Cristiano, Niccolò
ebbe come primo educatore il Canonico Mozzillo che consigliò
i genitori a farlo studiare presso il Conservatorio di S. Onofrio
(1725) coi maestri Prota e Feo: ci rimase 3 anni. Nel 1728, passò
al Conservatorio della Pietà dei Turchini, dove studiò
con Fago, Sarcuni e Basso. Nel 1736 venne assunto come Maestro di
Cappella in casa del Marchese di Vasto e Pescara, Giovanni Battista
d'Avalos, e grazie alla protezione di questi riuscì, un anno
dopo, a far rappresentare al Teatro Nuovo di Nàpoli la sua
opera prima: "L'errore amoroso ", comica in tre atti
firmata con lo pseudonimo Valentini; l'anno successivo invece
presentò, al Teatro Fiorentini di Napoli, l' opera "Odòardo",
accolta con considerevole successo. La sua fama di compositore giunse
fino a Roma e nel '40 al Teatro Argentina venne eseguita "Ricimero
re dei Goti", che dette il via ad ulteriori affermazioni
del maestro aversano. Grazie al successo ottenuto fu invitato a scrivere
per i teatri di Roma, Bologna e Venezia, dove, nel 1743, gli fu affidata
la direzione del Conservatorio degli Incurabili. Lasciato il posto
nel 1747, viaggiò in Italia e a Vienna dove conobbe il Metastasio.
Dieci anni dopo il suo debutto romano, tornò a Roma (1750)
e prese il posto di maestro coadiutore in San Piétro al Vaticano.
Nel 1753, era stato appena ammesso all'Accademia dell'Arcadia di
Roma (probabilmente l'unico compositore del XVIII sec. ad esserne
ammessoe ciò costituì un titolo d'onore), e messo in scena il "Fetonte",
venne a Roma il Dùca Carlo Eugenio di Wurttemberg, ed il Cardinale
Albani segnalò al giovane sovrano il musicista aversano per
la direzione del Teatro dell'Opera di Stoccarda. |
| La
"raccomandazione" venne accettata, ed il musicista, divenuto
Ober-Kapellmeister si trasferì a Stoccarda, dove rimase
fino al 1769. |
| ...Il
30 luglio 1753 nel "Lusthaus" di Stoccarda venne
presentata l'opera "La clemenza di Tito", la prima
di una lunghissima serie nell'arco dei 16 anni di servizio alla
Corte dei Wurttemberg, che gli passò un onorario di 4.000
fiorini all'anno ed in più le indennità per il riscaldamento,
l'illuminazione, il vitto ed un cavallo.
A Stoccarda, Jommelli sfogò tutta la sua vena di compositore
ed organizzatore; lo stile pomposo delle sue opere assunse man mano
forme ipertrofiche, ma da musicista di rilievo qual'era riuscì
sempre a salvaguardare un equilibrio tra gli effetti teatrali ed
il contenuto musicale drammatico. Nella seconda versione del "Fetonte"
tra le comparse c'erano ben 341 soldati, di cui 86 a cavallo. Mise
in scena anche "L'Olimpiade" nel 1761, e due anni
dopo, così dicono i biografi, incontrò anche Mozart:
il "Kappelmeister" ricevè la visita di Wolfgang
Amadeus, un bimbetto di 7 anni, accompagnato dai genitori che
chiesero i suoi buoni uffici per essere ricevuti dal Duca Carlo
Eugenio. Jommelli, convinto che il bambino prodigio altro non fosse
che un fenomeno da baraccone, ritenne di non ammetterlo alla presenza
del Duca e anzi, disse ai Mozart che era disposto ad impartirgli
qualche lezione. Quel giorno il nostro prese una gran cantonata,
ma questo lo si può affermare solo adesso, col senno di poi.
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La
casa dove abitò a Stoccarda |
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..Nel
1767 la passione di Carlo Eugenio per le opere
liriche si affievolisce, anche perché il bilancio di Corte
impone limitazioni nelle spese; contemporaneamente, in occasione
della stagione teatrale di Carnevale nel 1769, si verificano intrighi
contro Jommelli, il quale pensa bene di prendersi una vacanza approfittando
di una malattia della moglie. Torna ad Aversa e al momento di rientrare
a Stoccarda gli giunge notizia di cambiamenti effettuati a sua insaputa
nell'orchestra. Offeso, presenta le dimissioni, stabilendosi definitivamente
nella città natale.
..Ad
Aversa inizia il terzo periodo artistico di Jommelli, che intraprende
rapporti anche con la Corte del Portogallo, cui invia alcune partiture,
molto gradite tanto da fargli assegnare una speciale pensione. Dal
1771 al Teatro dell'0pera di Lisbona viene rappresentata la seconda
edizione de "La clemenza di Tito", la quinta edizione
di "Ezio", la prima di "Le avventure di
Cliomede" e de "Il trionfo di Clelia".Comunque
non fu ancora esonerato dal comporre per i Teatri di Napoli e Roma
ma, dopo aver scritto 7 opere in poco meno di un anno, un attacco
di paralisi nell'estate del 1771 diminuì molto le sue capacità produttive.
Tre anni dopo, le notizie del successo della sua ultima opera per
Lisbona, "Il trionfo di Clelia" appunto, lo raggiunsero
poco prima che un secondo attacco ponesse termine alla sua vita:
era il 25 agosto 1774. Un suo fratello, monaco francescano, ne curò
la sepoltura nella Chiesa di S. Agostino alla Zecca a Napoli.
In più occasioni il Comune di Aversa ha richiesto ai monaci
agostiniani di riavere i resti di Jommelli per traslarli in un monumento
da dedicare al grande compositore; l'istanza, rinnovata anche in
occasione delle celebrazioni per il bicentenario dalla morte, svoltesi
ad Aversa nel 1976, sono state sempre respinte dai monaci. |
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| Jommelli
in una caricatura fattagli dal Ghezzi durante il suo soggiorno
romano. |
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| In
sintesi... |
| ...chi
è stato Niccolò Jommelli, definito il " Gluck"
italiano,
dimenticato per oltre un secolo in Italia, patria del melodramma,
ma notissimo in Germania? La sua produzione, oltre alle 75 opere,
comprende oratori, cantate (tra cui la celebre "Già
la notte" scritta in occasione del battesimo di Maria Carolina
primogenita di Ferdinando IV), inni, sinfonie, ouvertures, sonate,
salmi (tra cui il " Miserere " 1774). Scrisse anche
opere serie e comiche ed anche una strabiliante quantità di musiche
sacre, ma il suo contributo più rilevante fu quello dato nel campo
dell'opera seria, in cui fu tra i primi a muovere verso l'abbattimento
delle convenzioni metastasiane, l'esplorazione delle risorse strumentali
e lo sviluppo del recitativo obbligato con interventi orchestrali.
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| "Il
Ciro riconosciuto"Atto III, aria di Astiage, spartito autografo |
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Copertina
di un CD tedesco de "L'uccellatrice" |
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Come
lo ricorda Aversa? |
| -Poco
o niente, per la serie "Nemo Propheta in Patria": neanche
una statua, un monumento che dir si voglia. Portano il suo nome una
via ed un Istituto Scolastico. |
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-E'stato
ricordato e celebrato con una cartolina celebrante un convegno tenutosi
ad Aversa e a lui dedicato: "Jommelli
e la musica religiosa in Italia alla fine del settecento, tradizione
e contaminazione nella produzione sacra del tempo. 7-15 dicembre
1996"
Cartolina
edita dal Comune di Aversa-Stampa F.lli Molinaro-Aversa
Annullo
celebrativo della manifestazione |
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MIDI:
Bajazette, di Niccolò Jommelli
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