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-Nacque
il 17 dicembre del 1749 da una famiglia molto modesta, e non fu
di certo un figlio d'arte. La madre era lavandaia ed il padre un
muratore che poi morì durante la costruzione della Reggia
di Capodimonte. Grazie all'interessamento di un frate di cui è
incerto il nome, (organista nel convento di San Severo) che aiutò
sia spiritualmente che materialmente madre e figlio nella miseria
in cui erano caduti, studiò al Conservatorio napoletano di
Santa Maria di Loreto. A completarne 1'educazione musicale dopo
il Conservatorio sarebbe stato Nicolò Piccinni.
Oltre che violinista, clavicembalista e organista, Cimarosa. fu
anche un cantante fornito di cultura e di buoni mezzi vocali, e
già ai tempi del conservatorio interpretò la parte
del protagonista nell'intermezzo. Dopo varie esperienze nel campo
della musica sacra, esordì come musicista teatrale al Teatro
de' Fiorentini nel carnevale del 1772 musicando un mediocre
testo di P. Mililotti, "Le stravaganze del conte",
op. in 2 atti più un terzo costituito dalla farsa "Le
magie di Merlina e Zoroastro" (o "Le
pazzie di Stellidaura e Zoroastro", secondo P.
Cambiasi), che non ricevette nulla più che un successo di
stima. Quattro anni dopo, sempre su testi del Miliotti musicò
"La frascatana nobile" (nota anche
come "La finta frascatana") e
l'anno seguente si sposò con Costanza Suffi.
Alla morte della moglie per parto, ne sposò la sorellastra
sedicenne, Gaetana Pallante, da cui ebbe 2 figli.
Cimarosa
lavorava moltissimo, era famoso come il Paisiello, il Guglielmi,
il Piccinni, ma colse il suo primo successo teatrale solo nel 1779
a Roma, al Teatro Valle, con "L'Italiana
in Londra".
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-Sempre
a Roma, nel 1780, scrisse la sua prima opera seria, il "Caio
Mario" (su libretto attribuito a G. Roccaforte), seguita
l'anno seguente da "Alessandro nelle Indie",
su testo di Metastasio. Comunque, la sua vena principale era quella
comica, e ben presto divenne famoso in tutta Europa, fino alla Russia,
ove venne invitato nel 1887 a sostituire il Sarti, che a Pietroburgo
era maestro di cappella. Cimarosa accettò l'incarico, anche
confortato dai consigli di Paisiello, appena reduce dalla corte
di Caterina II, ed approfittò del viaggio per far sosta nelle
principali corti italiane, dove venne entusiasticamente accolto
e colmato, un po dappertutto, di preziosi doni. E cosi il lungo
viaggio si protrasse dalla metà di luglio fino all'inizio
di dicembre, e all'arrivo fu il duca di Serracapriola, plenipotenziario
di Ferdinando IV re di Napoli, a presentarlo alla zarina, Caterina
II. L'imperatrice lo accolse entusiasticamente, specialmente. dopo
averlo sentito cantare e suonare al clavicembalo, e gli assegnò
l'incarico di maestro di cappella, oltre a quello di insegnante
di musica dei 2 nipoti. Iniziò così un'intensa attività,
con una "Messa a 4 voci in sol min.", eseguita
per i funerali della duchessa di Serracapriola, cui fecero seguito
una "Felicità inaspettata", una "Atene
Edificata", oltre a drammi, cori e cantate. Ma l'estroversa
Caterina II si annoiò ben presto del compositore Italiano
e Cimarosa, adducendo motivi di salute fu ben lieto di riprendere,
ai primi dell'estate 1791, la via del ritorno.
Ma se il compositore ripartiva, rimaneva la sua musica che, ai di
là del carattere della zarina, ricevette ancora largo favore,
mentre le biblioteche dei teatri imperiali formarono un non piccolo
museo cimarosiano.
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Anche il rientro
in Italia fu pieno di soste, più o meno lunghe e più
produttive di quelle dell'andata.
Dopo aver sostato per 3 mesi a Varsavia, Cimarosa. giunse a Vienna,
dove Leopoldo II era succeduto (nel 1790) a Giuseppe II. Leopoldo
II non era particolarmente interessato al teatro musicale, ed il suo
regno rappresentò per Vienna un momento di decadenza musicale.
Intanto, in quei mesi il Salieri aveva lasciato la direzione del Teatro
dell'Opera, Haydn era a Londra, Mozart era morto nel dicembre del
1791così il teatro era rimasto in mano agli Italiani e Cimarosa
ebbe l'opportunita per il grande successo che gli era mancato in Russia.
Fu incaricato di comporre un opera su parole del poeta Bertati, e
ne nacque il suo capolavoro: "Il matrimonio segreto"(1792).
L'opera ebbe tale successo che Leopoldo II, pur non amante della musica,
invitò a cena il compositore, i cantanti ed i musicisti e li
invitò poi a ripetere subito l'intera opera, donando alla fine
500 doppie doro napoletane al musicista. |
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...Partitura
originale de "Il matrimonio segreto" |
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Dopo altre 2 opere," La calunnia dei
cuori" e "Amore rende sagace",
se ne ritornò a Napoli, preceduto dal successo del Matrimonio,
che venne rappresentato come prima opera al Teatro dè Fiorentini
per l'anno 1793. Ma non si trattava della stessa opera, era adattata
a nuove esigenze di canto con l'aggiunta del nuovo duetto "Deh!
Signore! ". Non ostante le modifiche l'entusiasmo non fu inferiore
a quello manifestato all'estero, e l'opera fu rappresentata per 110
sere in 5 mesi.
Altro successo furono "I Traci amanti"(1793),
cui seguirono le più note "Le astuzie femminili"
( 1794) e l'opera seria "Gli Orazi e i Curiazi"
(1796). Si preparavano intanto gli avvenimenti che più negativamente
avrebbero inciso sulla non felice vita del compositore: da una parte
il primo manifestarsi dei disturbi nervosi che lo avrebbero portato
alla morte, e dall'altra lo scoppio della rivoluzione napoletana
del '99. |
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Cimarosa aderì
alla rivoluzione e alla Repubblica Napoletana con sincero
entusiasmo, tanto da spingersi a scrivere un Inno repubblicano su
parole di Luigi Rossi, che venne eseguito (secondo il calendario
rivoluzionario) il 30 fiorile dagli allievi dei conservatori riuniti
di Santa Maria di Loreto e quello di Sant'Onofrio.
Naturalmente ne scontò le conseguenze quando trionfò
la reazione, anche perché nascose nella propria casa il giacobino
Nicaso di Mase; più fonti asseriscono che la sua casa venne
saccheggiata ed il suo clavicembalo scagliato dalla finestra. Certo
e che a nulla gli valsero un'inversione di rotta e la composizione
di una Cantata a 3 voci, in occasione del ritorno
di re Ferdinando, cosi come l'inno Bella Italia, su
testo di Vincenzo dei Mattei di Torre Susanna.
..Arresto
di Cimarosa da parte dei sandefisti che gli lacerano le carte di
musica. Immagine di Emanuele Mollica
.Cimarosa
venne incarcerato, mentre il Rossi veniva giustiziato 2 giorni dopo,
il 23 dicembre. Rimase in galera per 4 mesi, finché venne
liberato per un intervento di ecclesiasti o (come sostengono altri)
per volontà dei Russi. In ogni modo e certo che Cimarosa
preferì saggiamente abbandonare il Regno delle Due Sicilie,
o magari vi fu costretto, per recarsi prima a Padova e poi a Venezia,
prendendo casa in Palazzo Duodo. Gli venne affidato l'incarico di
comporre "L' Artemisia", ma non la terminò,
poiché i citati disturbi nervosi ed un carcinoma al basso
ventre lo condussero a morte dopo soli 8 giorni dal manifestarsi
del male, l'11 gennaio del 1801.
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| -Era
naturale, per allora, che ad una morte così repentina
corrispondessero voci di avvelenamenti o addirittura di sicari
strangolatori inviati dalla regina Carolina di Napoli, ma si
trattò di gratuite invenzioni, di cui facero giustizia
il certificato di morte reso noto 3 mesi dopo la morte. Venezia
gli approntò esequie che manifestarono di quanto affetto
il compositore godesse, con l'esecuzione. di una messa di Bertoja
e con l'esecuzione di vari brani, tra cui una rielaborazione
per flauto di un tema degli Orazi e Curiazi di Luigi Giannella.
Il corpo venne inumato nella Chiesa di S. Michele Arcangelo,
che adibita in seguito ad altro scopo, portò alla scomparsa
dei suoi resti. Anche a Roma il cardinale Consalvi, che del
compositore era intimo, volle che fossero celebrate solenni
onoranze e commissionò a Canova un busto che attualmente
si trova al Museo Capitolino; in seguito restituì al
figlio di Cimarosa, Paolo, i manoscritti che il compositore
gli aveva affidato alla partenza per la Russia e questi ne fece
dono al Conservatorio di Napoli nel 1852. |
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| A
destra: Originale della partitura "Ai dolci baci tuoi"----- |
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-Con
Cimarosa l'opera buffa subì un totale rinnovamento, arricchendosi
di sensibilità romantica e di una più intima fusione
degli elementi vocali e strumentali, certom ma come lo ricorda la
sua città natale? Oltre ad una Scuola Media Statale, ad Aversa
portano il suo nome l'unico vero teatro della città costruito
nel 1924, il Teatro Cimarosa appunto, la via in cui è nato,
un monumento in Piazza della Stazione, e varie associazioni musicali
hanno portato o portano il suo nome. Le Poste Italiane l'hanno onorato
2 volte, nel 1949 con un francobollo da 20 Lire a ricordo dei 200
anni della nascita, e nel 2001 in un foglietto di 4 francobolli
da 800L/0,41€ dedicato al melodramma Italiano, in compagnia
di Verdi, Bellini e Spontini... e stranamente l'annullo celebrativo
fu adoperato a Venezia, e non ad Aversa. C'è stata anche
l'Associazione Filatelica Aversana, che come logo aveva il
francobollo da 20Lire a lui dedicato.
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Aversa
- Monumento a Dom. Cimarosa - Ed. ris. Ditta Luigi Ruta di
A. - Aversa |

47
Aversa -Monumento
a D.Cimarosa - Ediz. Cartolibreria Pelosi - Aversa
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AV06-
Monumento a Cimarosa - Ediz. Marpimar
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| -Non
c'è stato editore che non abbia editato una cartolina
con il monumento a Cimarosa, che da il benvenuto ad Aversa ai
viaggiatori che escono dalla Stazione ferroviaria. Nella terza
cartolina non è più visibile il puttino perché
venne rimosso per preservarlo dall'incuria dell'uomo e del tempo. |
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| Aversa
- Teatro Cimarosa- (Foto Golden Color Aversa- Grafica
STUDIO UNO-Melito) |
Emissione
del 1949 |
Emissione
del 2001 (da foglietto) |
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A
sinistra la prima ed unica cartolina edita dalla
Associazione Filatelica Aversana,
utilizzata solo dai soci, con l'immagine del francobollo
di Cimarosa del 1949, logo dell'A.F.A |
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| A
destra Aversa-Viale
Giolitti-Caserma Carabinieri - Ediz. Cartolibreria Pelosi-
Aversa .
E' l'unica cartolina con l'immagine della Scuola Media
Statale "Domenico Cimarosa" che occupò
l'edificio quando la caserma fu traferita altrove. Anni
dopo anche la scuola fu traferita ed il palazzo demolito. |
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| Midi:
Overture da "Il matrimonio segreto", 1792
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