Vincenzo Caianiello
Giurista, Magistrato, Ministro

Vincenzo Caianiello (Aversa, 2 ottobre 1932 – Roma, 26 aprile 2002) è stato un giurista, magistrato e politico italiano, Presidente della Corte costituzionale nel 1995 e secondo ministro della Giustizia del governo Dini.
Laureato in giurisprudenza, inizialmente lavorò giovanissimo come funzionario al Ministero dell'Interno negli anni cinquanta. In seguito fu poi vincitore del concorso in magistratura ordinaria prestando le sue funzioni presso il Tribunale di Udine. Dalla magistratura ordinaria passò per concorso alla Corte dei Conti nel 1963. Fu poi 1° in graduatoria al concorso del 1965 come referendario al Consiglio di Stato. Come magistrato amministrativo fece parte dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato e Presidente del TAR dell'Umbria, del TAR della Toscana e della seconda sezione esterna del TAR del Lazio.
Verso la fine degli anni settanta fu Capo di Gabinetto dei ministri Bucalossi, Gava e La Malfa e diresse l'Ufficio Legislativo della Presidenza del Consiglio nel primo e nel secondo governo Spadolini.
Ritornato al Consiglio di Stato assunse la presidenza della VI sezione giurisdizionale. Il 5 Gennaio 1982 fu nominato Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana
Nel 1985 fu poi eletto dal Parlamento giudice presso la Corte Costituzionale che lasciò al termine del mandato come Presidente della stessa. Lasciata la magistratura si dedicò all'insegnamento universitario (ordinario di Diritto Amministrativo presso la LUISS) ed all'attività accademica, iscrivendosi altresì all'albo degli avvocati ma non accettando incarichi di difesa in sede giudiziale, sentendosi fondamentalmente Giudice. Era un giurista coraggioso ed appassionato, una persona che, al di là delle etichette che gli si volevano artificiosamente appiccicare, diceva e scriveva sempre quel che realmente pensava, al di là degli schieramenti politici
In questi ultimi sette anni ed in un clima politico sempre più acceso fu uno dei pochi a rimanere al di sopra delle parti manifestando sempre il suo obiettivo pensiero, anche sugli organi di stampa. A breve distanza dalla fine del suo mandato presso la Corte Costituzionale fu Ministro della Giustizia nel governo Dini, a seguito della sfiducia nei confronti di Filippo Mancuso e dell'interim dello stesso Lamberto Dini.
Ancora in piena attività lavorativa e quando la sua personalità autorevole e soprattutto indipendente avrebbe ancora potuto dare molto all'Italia, morì per una breve ed improvvisa malattia. Caianiello era un giurista di prima grandezza, come testimonia, assieme a tante altre opere, il Suo Manuale di diritto processuale amministrativo, che negli ultimi tempi stava rivedendo alla luce delle modifiche introdotte dalla L. n. 205/00. A rendere l'estremo saluto a Caianiello - attorno alla bara furono posati solo la toga e, su un cuscino rosso, il tocco di magistrato con un mazzo di rose bianche - ci furono il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con la moglie Franca, il presidente del Senato Marcello Pera, il vicepremier Gianfranco Fini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e praticamente la Consulta al completo, e in prima fila, la moglie Chiara con i figli Guido, Gianluca e Pasquale e, accanto all'altare, i gonfaloni del Comune di Aversa e della Provincia di Caserta.
Il 29 Febbraio 2012, il Sindaco del Comune di Aversa, Ciaramella, nel corso della cerimonia di intitolazione dell'ex Macello Comunale, presenti i familiari del Caianiello, dichiara che da “Da oggi l’ex macello è la casa della cultura Vincenzo Caianiello nostro celebre concittadino che ha dato lustro alla sua Città natale”.


Salvatore di Grazia

Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera; Giust.it ; Radio Radicale.it; Bloq.it