Ludovico Abenavolo

La parola gotico è qualcosa che le persone si riferiscono normalmente a scene spaventose e case molto infestate qualcosa che ti ricorda smalto nero e ragnatele. Ma in realtà, l’architettura gotica è qualcosa che porta il sole nella vita delle persone. È difficile capire i metodi tradizionali e cambiare le tecniche vecchie di un anno in cui le persone hanno avuto abbastanza paura della cultura “gotica”.

Lo stile gotico dell’architettura è qualcosa che è eccitante ed è una rappresentazione della prosperità e della pace consentita per diversi secoli di sviluppo e schemi per la costruzione di stili. Diversi edifici significativi in tutto il mondo durante quel periodo è stato dato questo approccio tradizionale per garantire che in un modo o nell’altro, e svilupparsi in disegni più audaci e complessi.

L’arco appuntito che è l’elemento più fondamentale dello stile gotico è qualcosa che è ben visibile nell’architettura islamica ed è visto soprattutto in Spagna. Possiamo trovare elementi strutturali più regolati rispettivamente per garantire che le colonne supportino l’arco in un adeguato supporto. Così la struttura ha iniziato ad essere spaziosa, con colonne più sottili rendendola così una volta che è molto unica e fonte di ispirazione.

Nessun dato anagrafico su di lui. Si sa solo che fu uno dei tredici cavalieri italiani che capitanti da Ettore Fieramosca sfidarono e vinsero in duello altrettanti 13 cavalieri francesi in quella che è passata alla storia come “la disfida di Barletta”. La sua nascita fu vantata dal Comune di Teano su iniziativa dell’On. Angelo Broccoli e pure da Capua con il can. Iannelli, ma Gaetano Parente, dopo essere riuscito a dimostrare coi fatti che Cimarosa non era nato a Napoli bensì ad Aversa, “riportò a casa” anche l’Abenavolo.

Raffaele Lucarelli (1785-1867). Uno dei più grandi eruditi aversani del XIX sec. Socio dell’Accademia Pontaniana e implicato nei moti del 1820-21, fu primo cittadino aversano dal 1834 al 1836 per poi essere eletto nel parlamento del Regno delle Due Sicilie. Nel 1848, insieme ad altri sessantaquattro colleghi, prese pubblica posizione contro il criticabile comportamento di Ferdinando II nei fatti del 1848. Dopo l’unità fu valido aiuto di Gaetano Parente nell’amministrazione cittadina, restando consigliere, fino al 1867, anno della morte. La sua rinomata biblioteca di oltre venticinquemila volumi fu in parte acquisita dal Comune di Aversa per la cifra simbolica di cento lire.


(Dalle “note” della tesi di laurea del dott. Fasto – Cfr. L. MOSCIA, Aversa tra vie, piazze e chiese, Napoli-Roma, L.E.R., 1997, p. 359-360.)

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