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Inizialmente,
dalla nascita della contea Normanna in poi, lo stemma della città
di Aversa aveva come simbolo il gallo, animale caratteristico delle
genti di Francia. Il motto che lo accompagnava era "Non decipt
somnus", vale a dire "Il sonno non ci distrae",
come a sottolineare la furbizia e l'astuzia dei Normanni.
Successivamente, nel 1496, dopo le devastazioni compiute dall'esercito
di Carlo III e della epidemia di peste, si decise di modificare il
motto e lo stemma. Non era più accettabile avere come emblema
un simbolo "francese" quando la città viene da essi
devastata, ed il motto ricorda la rinasciata dopo l'altrettanto devastante
peste. Sempre per sottolineare le origini nordiche dei fondatori della
città, si adottò come simbolo il gallo basilisco,
una figura mostruosa di gallo, nato, secondo una leggenda dell'Europa
settentrionale da un uovo di serpente covato da un gallo ed avente
il serpente basilisco al posto della coda. |
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Del
resto, già al tempo degli Osci, che abitavano la zona nel periodo
pre-romano, il basilisco era assurto a simbolo di fierezza ed immortalità.
Fa da contorno al tutto un ramo di ulivo a simbolo della pace e della
concordia, ed uno di ghianda a simbolo della combattività e
della tenacia.
Il motto del nuovo simbolo fu:"Qui Sub Ingesta Iacuit Basiliscus
Harena - Invictum Liber Protulit Ille Caput", vale a
dire "Il Basilisco che giacque sull'arena, libero risollevò
il capo invitto". |
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Il
simbolo ha subito vari adattamenti nel corso dei secoli, e in alcune
stampe è raffigurato rivolto a destra, o con il classico
atteggiamento da re del pollaio (coda a parte), come l'adattamento
di stampo ottocentesco quì a sinistra, in uso fino agli inizi
degli anni '70 del secolo scorso, quando è dimagrito ed ha
ripreso il suo asciutto profilo. (Immagine in basso a destra).
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