Chiesa di Santa Maria del Carmelo
 
Nella città dalle 100 chiese ecco la storia di una delle tante chiese che non ci sono più, o perché inglobate in altri edifici o abbattute perché fatiscenti, o perché, dismesse, sono diventate sedi di uffici o di industrie artigianali. Eccovi la storia di Santa Maria del Carmelo, detta "del Carminiello" raccontata da Luigi Cipullo, e per farvi capire meglio dove si trovava, ho anche inserito una cartina esplicativa di Giulio Santagata. E ricordatevi che si parla dell'ingresso sul lato di via Roma, non di quello di piazza Trento e Trieste!

La Chiesa del Carminello, in dialetto ''del Carminiello'' dedicata a S. Maria del Carmelo che ospitava il Monte dei fratelli e sorelle del Purgatorio, ormai, non esiste più, si trovava nel mezzo della piazzetta antistante il Manicomio Giudiziario, ma venne comprata dal Demanio il 19 Marzo 1922 per sistemare il suddetto Istituto. Sappiamo di questa Chiesa, che nell'anno 1698, mentre si svolgevano dei lavori di muratura su di una ''muraglia'', saltò fuori una sacra immagine, antica e di bella fattura, che i confratelli vollero collocare in una cappella della loro chiesa col titolo di ''S. Maria d'ogni grazia''.
La Chiesa, sorgeva accanto all'antica porta Intoreglia, nei pressi dell'antico Monastero dedicato a S. Francesco di Paola (attuale Manicomio Giudiziario). Inoltre, è nota una visita di Monsignor Ursino del 14 marzo 1597, dove si leggono i nomi dei confratelli: (Fabio Minutolo, Gio. Antonio Sasso, Scipione Altomare, Mario Monticello).
Gaetano Parente, ci ha fornito un discreto inventario dell'interno: sull'altare maggiore, si osservava un bel quadro di Francesco Curia raffigurante ''l'Assunta con i 12 Apostoli'', ancora, era presente un'opera raffigurante S. Gaetano dell'autore Pacicco di Rosa, in una nicchia, invece, era collocato il suddetto affresco ritrovato nel 1698. Non di minore importanza, era ''lo Sposalizio della Vergine'' quadro mediocre che recava la data 1740, inoltre, era presente un'altra tela che mostrava ''la Visitazione di S. Elisabetta''.
Nell'elegante sagrestia, poi, vi era un lavamano con impressa questa dicitura: ''Sigismundus de Bugnara'' lungo palmi 92 e larga palmi 28. Numerosi erano gli altari in marmi policromi, e di pregevole fattura, erano il bellissimo soffitto e l'organo in legno dorato.
La Chiesa fu quindi demolita, ma il prezioso materiale: altari, quadri, il settecentesco pavimento, la cantoria, gli arredi e, tra l'altro, l'antichissimo affresco di cui abbiamo parlato, passarono alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Il Vitale, ci ricorda che alcuni internati del Manicomio lavorarono al trasporto del materiale ed alla sua messa in opera.
La Congrega del Carminiello, con Deliberazione del 19 Agosto 1921, si fuse con quella della Madonna delle Grazie per omonimia del titolo e l'affinità delle regole.
All'interno dell'OPG, si conserva una tela la cui provenienza è incerta: alcuni ritengono che provenga dalla vicina Chiesa di Santa Maria degli Angeli, altri, dalla suddetta Chiesa del Carminello. Quest'ultima ipotesi è più attendibile poiché, il quadro raffigura la Madonna del Carmine incoronata dagli angeli mentre regge lo scapolare dei Carmelitani tra le mani.
In basso, appaiono al centro le anime erranti del Purgatorio, e ai lati i confratelli della congrega incappucciati di bianco.

Luigi Cipullo

Fonti: Testo di Luigi Cipullo; Planimetria catastale del 1908, foglio 6 (U.T.E., Catasto Terreni). Pubblicata in Fiengo-Guerriero, Il centro di Aversa, Napoli 2002, p. 57. fortnita con le indicazioni di Giulio Santagata. ©2016 Salvatore di Grazia/www.aversalenostreradici.com