Chiesa della
Madonna di Monserrato
 

Nell'ambito della parrocchia di S. Giovanni Evangelista, in fondo alla omonima via, c'è un angusto vicoletto già denominato via "Pertuso" per la piccolezza del vicolo stesso, che partendo da Porta San Giovani fiancheggia le antiche mura. Dipinta su di esse, c'era una edicola votiva raffigurante la Madonna del Monserrato avvolta nel mantello, seduta sulle nuvole e che regge il Bambino con 2 angeli che la incoronano. Risale al tempo di Carlo I, nel Seicento, sotto la dominazione spagnola essendo questi devotissimi ad Essa. A circa 50 chilometri da Barcellona, in Spagna, c'era, e c'è un antico, (e bellissimo Santuario del VII secolo) dedicato alla Madonna del Monserrato, con un vasto convento attiguo curato dai PP. Benedettini. Cesare De Lellis, spagnolo, in un suo manoscritto conservato nella Biblioteca Nazionale di Napoli, scrive "...grandissima è la divozione che dai Catalani si porta alla Madonna Santissima di Monserrato, la quale così vogliono che si dichi per istar situata fra monti asprissimi... si alzano monti così alti, et aspri, che par che siano con arte segati in forma di piramidi ed obelischi". I Catalani, occupando la Campania con il vice-reame, oltre ad impiantare usi e costumi propri, diffusero anche la loro devozione religiosa.
Tra il 1689 e il 1692 alcuni devoti, con la guida degii onnipresenti PP. Benedettini, costruirono la chiesetta, e l'affresco venne così a trovarsi dietro l'altare.
La chiesetta fu anche sede della Confraternita di S. Benedetto, come è attestato nella Visita del Vescovo diocesano Innico Caracciolo, che poi fu eletto Cardinale nel 1715. Da non dimentichare che Innico Caracciolo era figlio di un dipendente del re Carlo II di Spagna, e probabilmente, egli nacque a Napoli, perché ci fece ritorno il padre. Il Cardinale fu educato all'arte cavalleresca ma da giovane si trasferì nella Spagna, cambiò vita e intraprese la via del Sacerdozio, fino ad essere eletto da papa Innocenzo XII Vescovo di Aversa.
A ricordo della Confraternita esiste tuttora nella chiesetta una tela di S. Benedetto, in non buone condizioni.
Dopo il sisma dell'80 la chiesetta fu riparata, anche per interessamento della famiglia De Biase: furono ripresi gli stucchi interni, rifatta la facciata e restaurata una tavola di scuola napoletana di ottima fattura che raffigura la Vergine Maria col Bambino.
La chiesetta ha uno stile tardo-rinascimentale, la facciata a due ripiani terminante a timpano. Il portale presenta un architrave sostenuto da 2 mensole. Ai lati della facciata si notano lesene in muratura da sostenere il timpano. Sul portale, rivolto ad oriente, un medaglione circolare in cui è dipinta la lettera M incoronata, simbolo della Vergine Maria: un tempo veniva aperta nei giorni festivi, ma negli ultimi tempi funziona solo in certe occasioni.

Salvatore di Grazia

Fonti: Foto dell'interno di Giulio Santagata; foto della facciata ripresa dal web; il testo base è di don E. Rascato adattato da Salvatore di Grazia ©2015 www.aversalenostreradici.com