-Al
centro della fertile pianura Campana, la Campania Felix
dei romani, territorio dei Liburni (da Leuterni da cui Leboria o
Liburnia), antica popolazione affine ai Cimmeri,i cui confini
erano delimitati a sud dal Ducato di Napoli a est e a nord dal fiume
Clanio e ad ovest dal mar Tirreno, sorse la città di Aversa che
qualche studioso vuole di fondazione etrusca, ed altri, ancora più
antica. Infatti, scavi nella zona ovest della città e nel comune
limitrofo di Gricignano di Aversa, hanno riportato alla luce insediamenti
del tardo Neolitico (fine IV millennio a.C.), ripartizioni agrarie
e solchi di ruote di carri nonché fosse con scheletri rannicchiati
della media età del Bronzo (fine del III inizio II millennio a.
C.) e numerose tombe del IV-III sec. a.C.L'impianto della città
si presenta perfettamente inserito in una probabile precedente suddivisione
etrusca del territorio, il cui centro era costituito dall'area sacra
della Cattedrale, sorta .sull'antica cappella Sanctu Paulu at
Averze;era
una cappella dedicata al Santo, diventato poi il patrono della città,
in memoria del suo passaggio per la via Consolare Campana,nel
suo viaggio verso Roma, nel 61 d. C. Il nome della città deriva
sì dalla sua posizione geografica, ma la radice del suo toponimo
richiama anche quello di Velsu, una delle dodici città estrusche
campane non ancora individuata.Il
nome, nel susseguirsi delle generazioni è stato poi corrotto
in Verzelus (Verzulus), Versaro,
ed infine in Averse.Dell'antica
città rimarrebbero alcune suppellettili della necropoli della sua
zona nord, presso Teverola, qualche scritta, rilievi di animali,
vasellame nonché una rete di cunicoli sotterranei, in buona parte
ancora percorribili, che collegavano tra loro le varie aree sacre
Qui
Sub Ingesta Iacuit Basiliscus Harena - Invictum Liber Protulit Ille
Caput
-Nel
1030 il territorio fu concesso ai Normanni dal Duca Sergio
IV, Conte di Napoli, per l'aiuto prestatogli nel 1027 contro
Pandolfo IV, principe longobardo di Capua. Il loro
capo, Rainulfo Drengot, la cinse di mura e ne fece una contea
indipendente (la prima contea normanna in Italia), riconosciuta
dall'imperatore Corrado nel 1038. INormanni
riunirono i borghi già esistenti o di nuova formazione in quattro
cinte murarie utilizzando le strutture già esistenti, ne crearono
di nuove con un sistema di difeseche comprendeva la primitiva area
dal palazzo-fortezza e la cappella di San Paolo. Appena nacque
la Contea, il borgo iniziale subì profonde trasformazioni.
Il precedente insediamento fu racchiuso nei confini della neonata
città, protetta inizialmente, come nei villaggi dell'Inghilterra
e della Normandia, con grossi sbarramenti di terra circondati da
fossati
...Rainulfo
Drengot, sposa la sorella di Sergio IV, ed acquista maggior prestigio.
Sotto
il governo dei 12 Conti Normanni, che regnarono
per 126 anni, la Contea di Aversa, estese il suo dominio
su buona parte della Campania.a Alla
sua morte, nel 1045, si succedono Raul, poi Trincanotte; quest'ultimo
e Drogone, nel 1046, furono rispettivamente riconfermati capi
di Aversa e delle Puglie. Nel 1048, dopo la morte di Trincanotte,
Riccardo regna per trent'anni, anni tra i più decisivi
del governo normanno per gli scontri con Leone IX e con Pandolfo
IV e l'atto di vassallaggio al Papa che si concluse con la vittoria
dei Normanni, nel 1053, nella battaglia presso il Fortore. Fu
indubbiamente questo il periodo storico più importante
della città normanna.Si
ebbe un notevole sviluppo economico e culturale della città
(che ebbe note scuole grammaticali) e l'istituzione della sede
vescovile presso l'erigendo Duomo, costruzione iniziata dal principe
capuano e conte Aversano Riccardo I, nel 1050.
-Così,
grazie anche alla politica dei suoi signori, la Contea ebbe una
forte crescita demografica ed economica, ed il primo nucleo abitativo
dimostratosi ben presto insufficiente fu protetto da una nuova
e più ampia cinta muraria che contenesse anche i borghi
di nuova formazione. Le nuove mura, in quanto ampliamento delle
precedenti, avevano anche esse un perimetro ad anello, ed ancora
oggi il loro andamento è riconoscibile nella sequenza delle
vie Drengot, Golia, Cimarosa, Sant'Andrea, San Francesco da Paola
e Santa Maria della Neve. Le cinque nuove porte della città
furono aperte sui nuovi principali percorsi tracciati come continuazione
di quelli del precedente nucleo.Avuta
dunque la meglio su Pandolfo IV, Riccardo I diventa così
principe di Capua col figlio Giordano, e signore di Gaeta che
nel 1078 attirò su Aversa la scomunica di Gregorio VII,
poiché cambiò alleanza. A Riccardo, nel 1090, successe
il figlio Riccardo II detto il Calvo che già un anno dopo,
sotto la reggenza della madre, dovette affrontare la rivolta dei
capuani che lo estromisero, finché, nel 1098, rientrò
in possesso del suo dominio.
-Nel
frattempo trasportò ad Aversa la sede del principato.
Alla morte di Riccardo, 1105, successe il fratello Roberto
poi, nel 1120, Riccardo, quindi Giordano e, nel
1127, Roberto II che, con Rainulfo, conte di Avellino,
parteggiò per Innocenzo II contro Ruggiero, duca di Puglia
e Calabria e, dal 1130, re in Palermo. Nel 1132 Ruggiero sentendosi
tradito muove contro Aversa incendiandola. Ma pentitosi dei
danni provocati, ben presto ricostruì quanto aveva distrutto.
Dopo la sottomissione e il ritorno nel 1156 di Roberto, conte
di Aversa, questi non essendo più in grado di resistere
ai continui nuovi attacchi perse, per sempre, la contea e la
vita.
Porta
San Giovanni-Cartoncino edito dal Comune di Aversa in occasione
della ristampa di "Aversa Normanna" di Alfonso Gallo-
Ediz. Macchione
Con
lui finì la dinastia dei conti Normanni e la città
entrò a far parte della monarchia degli Altavilla.
Con la fine della dinastia, la città visse momenti poco
felici. Subì imposizioni, saccheggi e devastazioni. Le
sue nuove mura cittadine furono distrutte proprio quell'anno per
opera del vendicativo Ruggero II che intese punire gli Aversani
ed il loro che lo aveva ferocemente ostacolato nel suo progetto
di unire in un unico regno Normanno tutta l'Italia meridionale.Con
la morte di Ruggero e con i regni di Guglielmo il Malo e di Guglielmo
il Buono tra i pretendenti, nel 1189, si ebbero dure lotte finché
Tancredi ne uscì vincitore ma si riaccesero le rivalità
tra Napoli e Aversa: mentre Napoli parteggiava per Tancredi, Aversa
era favorevole ai suoi contendenti, Costanza ed Enrico IV di Svevia,
Federico II e i figli Manfredi, Corrado e Corradino. Poiché
la città aveva sempre parteggiato per la casa Sveva, vinta
da Carlo d'Angiò nel 1268, subì la devastazione
dagli Angioini, ma subito dopo, nel 1285, con Carlo II e Roberto
d'Angiò, iniziò per la città un un periodo
florido: fu continuata la ricostruzione delle mura, furono concessi
privilegi alla chiesa dell'Annunziata, fu eretta la chiesa di
San Ludovico sull'antica chiesa di Sant'Antonino, furono accolti
i Domenicani e i Celestini (a questi ultimi fu affidata la chiesa
della Madonna di Casaluce, cappella palatina dell'attiguo castello)
e si ampliò il convento di San Francesco d'Assisi.
-Al
1382 risale la costruzione della terza cerchia muraria,
con Carlo IIId'Angiò, più ampia della
precedente per le nuovamente aumentate dimensioni dell'abitato,
soprattutto per la rapida crescita dei borghi di San Biagio e
del Mercato Vecchio. E proprio in direzione di questi borghi che
la nuova cinta si espande fino ad inglobarli nel suo perimetro.
L'antico borgo di Savignano, di cui si hanno notizie già
dal IX sec., verrà incorporato solo più tardi mentre
quello di San Lorenzo rimarrà sempre fuori le mura.
Con Giovanna I cominciarono i disordini. La regina amava
risiedere con la corte ad Aversa nel Castello di Casaluce in parte
già occupato dai Celestini; proprio lì, il 13 settembre
1345, fu ucciso il marito Andread'Ungheria a cui
lei era andata in sposa diciassettenne. Andrea, di notte, fatto
uscire con inganno dalla sua stanza, fu barbaramente strangolato;
il suo corpo per tre giorni penzolò dal loggiato del castello
attiguo all'abside della chiesa. Dopo tre anni Ludovico (o
Luigi), re d'Ungheria e fratello di Andrea, portatosi ad Aversa,
vi invitò a banchetto quanti avevano preso parte all'assassinio
del fratello e li fece uccidere.
Aversa,
1382
-Aversa
fu teatro di guerre anche sotto Carlo di Durazzo e di Ladislao
d'Angiò e ancora con Giovanna II. Vi trovò rifugio
nel '400 fra' Moriale con
alcuni ungheresi, che si arresero all'assedio di Andrea Malatesta
di Rimini. Fu poi occupata da Attendolo Sforza per Lodovico
d'Angiò, e nel 1440 da Alfonso I d'Aragona;
nel 1529 vi capitolò il marchese di Saluzzo comandante
dei Francesi, assediatovi da Filiberto di Chalons-Orange.
Con gli Aragonesi la città continuò a godere di
alcuni privilegi ma la sua storia cominciò a declinare
a partire dalla discesa di Carlo VIII di Francia, nel 1494,
tanto che nel 1503 divenne un centro periferico sia per lo spopolamento
dovuto all'epidemia di peste, che per la suddivisione del territorio,
finché, nel 1536, non chiese a Carlo V di Spagna
la concessione di alcuni capitoli e la cittadinanza per ripopolare
e far rifiorire la città. Aversa era decaduta ulteriormente
perché coinvolta in due fatti epocali: la rivolta di Masaniello
a Napoli e portata alla "normalità" dal Poderico,
e la peste del 1656. Il secondo avvenimento creò
non pochi disagi agli Aversani per il contagio della malattia
e la perdita di buona parte della popolazione.
-Fu
realizzato un lazzaretto fuori porta San Nicola ed un altro presso
la Chiesetta di Santa Maria dell'Oglio, mentre a Torre Bianca,
in località "Purgatorio", furono portati i convalescenti.
Il calo demografico e le ristrettezze economiche, nonché
la crisi delle attività per i notevoli contributi versati
allo Stato, determinarono un freno dello sviluppo, ma la crisi
ebbe breve durata. Ben presto l'incremento demografico fu così
elevato che si dovette aggiungere, a sud della città, il
nuovo quartiere del Lemitone che seguì un rigoroso impianto
a scacchiera con vie ortogonali su antichi tracciati e con una
unica diagonale. Da questo momento si cominciò ad abbandonare
lo sviluppo radiale medioevale e, soprattutto, si iniziò
a spostare verso sud, in direzione di Napoli, l'area di espansione
della città. Anche per questo, il più importante
intervento urbanistico realizzato nei primi anni del 1600 dagli
Spagnoli, il quartiere "Lemitone", fu realizzato nella
parte sud-est della città, in direzione appunto di Napoli,
fuori dal perimetro urbano. Il termine deriva dalla parola dialettale
"Lemmeto" (Limite) che stava ad indicare un largo sentiero
di campagna che conduceva dalla chiesa dell'Annunziata alla Porta
Nova. Così, il quartiere che sorse intorno a questa via
di campagna, oggi Via F. Orabona, prese il nome proprio da questo
termine.
"Aversa
a volo d'uccello"....1650
A
sinistra il quartiere Lemitone
-Morto
Carlo II d'Asburgo, nel 1700, i napoletani insorsero contro
il viceré, ed Aversa visse quei momenti con distruzioni
e sopraffazioni. Vennero assalite le carceri, distrutto l'archivio
comunale mentre, per la posizione strategica, la città
venne occupata dal generale Conte Daun. Ritornò nelle
mani spagnole solo con l'arrivo di Carlo III,
che sostò nella città tra l'aprile ed il maggio
del 1734 e nel 1738. Altre vicende portarono nuovi danni: la
città vide sottrarsi il magro raccolto dal Commissario
di Campagna per destinarlo a Napoli. In quel tempo inoltre gli
Aversani dovettero intervenire più volte per gli attacchi
barbareschi a difesa della costa tirrenica proprio perché
ancora custodi della Torre del lago di Patria. Dopo la breve
Repubblica Partenopea col ritorno dei Borbone, due furono le
innovazioni maggiori, la fine del sistema feudale e la statalizzazione
dei beni ecclesiastici.
-Nella
città molti ordini scomparvero e i loro beni passarono
allo Stato. Nel marzo del 1813 i frati Minori lasciarono il convento
della Maddalena che fu occupato dall'Ospedale psichiatrico mentre
il Convento di San Lorenzo fu trasformato in Orfanotrofio militare;
Gioacchino Murat, che sostituì Giuseppe Bonaparte,
ad Aversa ebbe le chiavi della città, vi fondò il
Convitto delle Orfanelle di Sant'Agostino e l'istituzione del
Banco dei Pegni.
Quando nel
1815 ritornò Ferdinando vi furono malcontenti che portarono
a veri e propri moti. Aversa fu centro attivo della Carboneria.
Nei tumulti si tentò di imprigionare il vescovo Tommasi,
che fu poi ucciso nel 1821. I moti culminarono con la cattura
di molti carbonari. Il 1 ottobre 1860, prima della battaglia
del Volturno, Garibaldi sostò nel Palazzo Golia. Col
Regno d'Italia la città fu annessa alla provincia di
Caserta, che abolita nel periodo fascista, fece parte di quella
di Napoli.
È stata gravemente danneggiata dai terremoti del 1805
e del novembre 1980
La città
adesso si è estesa coprendo tutto il suo territorio,
annullando e coprendo con nuovi fabbricati lo spazio che c'era
tra essa ed i paesi limitrofi, già suoi ex-casali, gli
ultimi dei quali staccatosi dopo la fine della II Guerra Mondiale,
e riducendo il territorio cittadino a soli 8 km quadrati.
(Aversa
Città Normanna - Senza indicazioni dell'editore)